Dichiarazione dei diritti in internet #BillOfRights

Varata la bozza della Carta, dal 27 ottobre la consultazione pubblica.

Dichiarazione dei diritti in internet

La Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet ha annunciato oggi sul sito della Camera di aver varato l'8 ottobre 2014 una bozza di dichiarazione dei diritti in Internet, pubblicata sul medesimo sito e sulla piattaforma Media Civici (raggiungibile all'indirizzo http://camera.civi.ci).

La bozza sarà sottoposta a consultazione pubblica prima di diventare una Carta dei diritti in internet che possa essere adottata sul web. L'idea di questa operazione nasce da un'importante considerazione su Internet, che non può essere ridotto solamente al ruolo di "media":

«Internet è molto di più: è una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società; una dimensione diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza»

.

Che cos'è la dichiarazione dei diritti in internet?
È un testo elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri in Internet costituita presso la Camera dei deputati.

Com'è composta la Commissione che ha scritto la dichiarazione?
La Commissione per i diritti e i doveri in Internet ha una composizione mista. Vi sono, cioè, sia parlamentari (è presieduta dalla Presidente della Camera Laura Boldrini) sia non parlamentari (fra questi ultimi, alcuni nomi ben noti a chi si occupa della rete: Luca De Biase, Emilio De Capitani, Juan Carlos De Martin, Giovanna De Minico, Anna Oliviero Ferraris, Joy Marino, Salvo Mizzi, Marco Pierani, Antonella Giulia Pizzaleo, Stefano Rodotà, Massimo Russo, Stefano Trumoy, Lorella Zanardo.

Quali sono i principi su cui si fonda la bozza di Dichiarazione dei diritti in internet
La Dichiarazione non può prescindere dall'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, per la tutela dei dati personali.
La Dichiarazione, inoltre, riconosce la libertà, l'eguaglianza, la dignità, la diversità di ogni persona. Nella premessa si legge:


    «La garanzia di questi diritti è condizione necessaria perché sia assicurato il funzionamento democratico delle Istituzioni, e perché si eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una società della sorveglianza, del controllo e della selezione sociale. Internet si configura come uno spazio sempre più importante per l’autorganizzazione delle persone e dei gruppi e come uno strumento essenziale per promuovere la partecipazione individuale e collettiva ai processi democratici e l’eguaglianza sostanziale. I principi riguardanti Internet tengono conto anche del suo configurarsi come uno spazio economico che rende possibili innovazione, corretta competizione e crescita in un contesto democratico. Una Dichiarazione dei diritti di Internet è strumento indispensabile per dare fondamento costituzionale a principi e diritti nella dimensione sovranazionale».

La Dichiarazione dei diritti in internet: cosa contiene la bozza?

Dichiarazione dei diritti in internet - 01 - Riconoscimento e garanzia dei diritti

Dichiarazione dei diritti in internet

La bozza della dichiarazione è suddivisa in 14 punti.

01 - Riconoscimento e garanzia dei diritti
02 - Diritto di accesso
03 - Neutralita della Rete
04 - Tutela dei dati personali
05 - Diritto all'autodeterminazione informativa
06 - Inviolabilità dei sistemi e domicili informatici
07 - Trattamenti automatizzati
08 - Diritto all'identità
09 - Anonimato
10 - Diritto all'oblio
11 - Diritti e garanzie delle persone
12 - Sicurezza in rete
13 - Diritto all'educazione
14 - Criteri per il governo della rete

Alcuni punti sono quasi scontati per chi ha fatto del web una parte consistente della propria vita relazionale o lavorativa, ma la formalizzazione di certi concetti appare senza dubbio importante. Ribadire il diritto d'accesso (con il superamento non solo del divario digitale ma anche degli ostacoli sociali ed economici), la neutralità della rete, la necessità di norme chiare per la tutela dei dati personali (la cui detenzione sul web deve avvenire in maniera trasparente e chiara), il diritto all'anonimato, persino il discusso diritto all'oblio (che sul web travalica il dovere deontologico del giornalista e invade molti altri campi), diventa assolutamente fondamentale vista la pervasività della connettività nella vita di tutti i giorni.

Cosa succede ora alla bozza?
Rimane online per 4 mesi ed è disponibile per una consultazione pubblica.

Come si partecipa alla consultazione pubblica?
È sufficiente iscriversi sul sito ufficiale. La consultazione inizia il 27 ottobre: sarà possibile valutare o commentare le proposte della Commissione o aggiungere ulteriori proposte e link di riferimento.

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