Antitrust e UE, Google ha tempo fino ad ottobre per una controproposta

Google messo con le spalle al muro dalla Commissione Europea, poche settimane per fare una controproposta o subire le conseguenze: una maxi multa da 55,5 miliardi.

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Dopo la schermaglia con News Corp sull’antitrust, ora Google subisce un nuovo affondo da parte della UE: in una riunione della Commissione per gli Affari Economici del Parlamento Europeo il Commissario alla Concorrenza Almunia (nella foto) ha spinto sull’acceleratore e pretende da Google una serie di “proposte ragionevoli” per rispondere a tutte le accuse di concorrenza sleale mosse al motore di ricerca e ad Android, da presentare entro la fine di questo mese.

Per riassumere una vicenda che si trascina da parecchi anni e che abbiamo trattato spesso e volentieri, possiamo dire che alcuni dei paesi europei che più si sentono minacciati dalle mega-corp di origine straniera hanno (che ironia!) unito le forze con ALTRE corporation di origine straniera per presentare al Parlamento Europea accuse circostanziate sulle pratiche contrarie alla concorrenza di Google.

Sul banco dell’accusa abbiamo politici francesi e tedeschi, la già nominata News Corp di Rupert Murdoch e Microsoft, solo per citare alcuni degli attori principali. Dall’altra parte un Google pronto a tutto, che già ha risolto con successo la faccenda anti-trust in America. Poco contano le decisioni degli USA in Europa tuttavia: se Google risultasse colpevole di pratiche illegali, la multa potrebbe superare i $55,5 miliardi di dollari, il 10% del suo fatturato.

Google ha fatto molto per rispondere alle denunce e concedere terreno, e in anni la bilancia del giudizio è oscillata parecchio. La stessa Microsoft, quando si è trovata in una posizione similare, è stata “grigliata” per 16 anni prima di essere multata. Oggi siamo molto vicini a un punto di crisi per Google, che ha poche settimane di tempo per trovare un accordo e dare alla commissione europea quello che vuole per alterare o almeno allontanare una sentenza sfavorevole. Almunia in qualità di Commissario per la Concorrenza è sempre sembrato insondabile e oggi pare trovarsi a favorire chi è ostile alla corporation, ma la sua carica presto vedrà una nuova nomina, che potrebbe cambiare di nuovo il terreno di gioco e costringere Google alla disfatta totale, sempre che tutto non si risolva davvero in poche settimane, entro ottobre.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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