Social network: gli algoritmi analizzano i nostri dati e svelano i nostri segreti

Arrivano dati allarmanti: gli algoritmi dei social network esaminano sì i nostri dati, ma se analizzati in maniera corretta possono svelare i segreti della nostra personalità e carattere. E questo può essere un problema.

In realtà è già da un po' che si parla di questo problema: gli algoritmi dei social network sono in grado di analizzare i dati che noi immettiamo quotidianamente sulle varie piattaforme e sono capaci di estrapolare previsioni sul nostro carattere, personalità e interessi. Ma andiamo con ordine. Gli utenti dei social media ad oggi sono più di 1.4 miliardi, più della metà delle persone che utilizzano internet. Ogni giorno condividiamo sui social network tantissime informazioni, ma a quanto pare stiamo condividendo più di quanto non pensiamo. Apparentemente parliamo di informazioni anonime, per esempio possiamo postare che ci piacciono di più le patatine a ricciolo rispetto a quelle normali, ma se i suddetti algoritmi si mettono ad analizzare e confrontare i dati di migliaia di profili ecco che potrebbero svelare segreti e informazioni che non era nostra intenzione condividere o creare associazione bizzarre, come quella che vuole che le persone più intelligenti preferiscano le patate a ricciolo.

Quali segreti sveliamo inconsapevolmente nei social network?


Patatine a ricciolo

Il problema è che i nuovi algoritmi utilizzati sui social network per analizzare i dati hanno preso in prestito concetti dalla psicologia e dalla sociologia e li usano per elaborare quantità incredibili di dati. La cosa positiva è che questi algoritmi sono inaccessibili al grande pubblico e che i nostri segreti sono relativamente protetti, ma per contro vuol anche dire che non possiamo sapere esattamente cosa gli algoritmi hanno appreso su di noi.

Tuttavia qualcosa si sta muovendo e adesso sono comparsi sul web un paio di strumenti online che ci permettono di scoprire cosa gli algoritmi possono indovinare su di noi basandosi sui dati raccolti dai nostri profili sui social network. Ricordiamo per esempio uno studio del 2013 che analizzava i dati raccolti da 60.000 utenti su Facebook: in base ai soli Mi piace messi dalle persone ecco che si potevano prevedere una vasta gamma di caratteristiche personali come il genere, la religione, l'orientamento sessuale e il fatto che facessero o meno uso di sostanze stupefacenti.

Tornando al discorso delle patatine a ricciolo, che valore predittivo possono avere nell'ottica di quanto detto? Il ragionamento si basa su alcune intuizioni di sociologia. Immaginate che a mettere uno dei primi Mi piace alla Pagina Facebook dedicata alle patatine a ricciolo sia una persona particolarmente intelligente. Una volta messo il suo Like, è probabile che i suoi amici vedano questa sua attività. Un concetto della sociologia noto come omofilia dice che le persone tendono ad essere amiche di persone simili a loro: ciò vuol dire che le persone intelligenti tendono ad essere amiche delle persone intelligenti, i ricchi delle persone ricche, i nerd dei nerd e via dicendo.

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Quindi se ne deduce che se una persona intelligente ama le patatine a ricciolo, anche i suoi amici, essendo intelligenti, le ameranno. L'algoritmo finisce allora per interpretare che le persone che mettono Mi piace sulle patatine a ricciolo devono essere per forza anche intelligenti. Fortunatamente adesso ci sono due siti sul web che si connettono al nostro account Facebook e ci fanno vedere quali congetture gli algoritmi fanno su di noi.

Il primo sito è YouAreWhatYouLike: su di esso gli algoritmi vi svelano la vostra personalità basandosi sui dai da voi postati su Facebook. Quindi vi dirà se siete introversi o estroversi, se siete chiusi mentalmente o se siete aperti a nuove idee, quanto siete stabili emotivamente, il vostro grado di competitività e il vostro livello organizzativo.

Il secondo sito è Apply Magic Sauce ed è capace di fare previsioni sulla vostra fede politica, sulle vostre relazioni, sull'orientamento sessuale, sul genere e via dicendo. Se ci spostiamo da Facebook, abbiamo AnalyzeWords il quale sfrutta la linguistica per scoprire la personalità degli utenti su Twitter: in questo caso non bada agli argomenti dei tweet, bensì a come li esprimiamo.

Tutto ciò cosa vuol dire? Che la nostra privacy è a rischio? Cosa succede per esempio se tramite l'algoritmo si scopre che siete single e incinta e magari lavorate per un istituto religioso che per questo motivo potrebbe licenziarvi? E se dal vostro account si deduce che potreste aver commesso un crimine (che non avete commesso ovviamente) e finite in una lista di controllo per i terroristi?

Beh, io al momento ho fatto la prova: col primo sito mi viene fuori questo messaggio "Sorry, it seems like you have too few Facebook Likes for us to accurately predict your personality. As psychometricians we believe in understanding people, not guesswork, so please check back another time. Thanks for trying You Are What You Like!", quindi ho messo troppi pochi Like per fare una previsione accurata. Mentre il secondo offre una formulazione adatta alla lettura di una macchina. Al momento diciamo che non rischiamo grossi problemi, tuttavia se questi strumenti venissero migliorati, chissà quali danni potrebbero fare? D'altra parte se vogliamo tutelare la nostra privacy a tutti i costi non è certo una buona idea iscriversi sui social network. Voi che ne dite?

Via | Slate

Foto | jeepersmedia

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