Cos'è la frequenza di rimbalzo su Google Analytics e come migliorarla

Cos'è la frequenza di rimbalzo in Google Analytics e cosa esprime esattamente?

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Abbiamo dedicato un approfondimento a Google Analytics e alla differenza tra sessioni e visualizzazioni di pagina: oggi vogliamo rispondere, invece, a una domanda che potrebbe assillare un buon numero di utenti che utilizzano il noto servizio Google; tale domanda riguarda la frequenza di rimbalzo: che cos'è e su quali valori deve attestarsi per permetterci di giudicare positivamente il nostro lavoro con i blog?

Partiamo dal dato base: la frequenza di rimbalzo misura la percentuale di utenti che lasciano il vostro sito dopo aver visto la prima pagina (non la home page, ma la prima pagina a cui hanno avuto accesso). Esempio: mettiamo il caso che il vostro sito consti di 4 pagine - W, X, Y e Z -, e che l'utente A parta da W e visualizzi pure Z, mentre l'utente B parta da W ed esce direttamente; bene, nel primo caso la frequenza di rimbalzo sarà più bassa rispetto a quella del secondo, ed è ovviamente un bene, perché vuol dire che l'utente ha visto più pagine: la percentuale, insomma, deve essere bassa perché significa che l'utente va oltre la prima pagina.

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Inutile dirvi che se il sito ha una sola pagina non dovrete preoccuparvi di quel 100% (o giù di lì, visto che anche il caricamento della stessa pagina fa diminuire la frequenza di rimbalzo); dovete preoccuparvi di cifre alte, invece, quando il vostro sito ha tante pagine: ciò potrebbe significare, infatti, che l'utente o non ha interesse a vedere le altre pagine o non è messo nelle condizioni di poterle vedere (insomma, se io utente devo vedermi un sito tempestato di pubblicità che mi rallenta il PC è normale che esco immediatamente).

I suggerimenti di Google per la frequenza di rimbalzo


A tal proposito, vi riportiamo quanto scrive Google nella sua pagina ufficiale, per consentirvi di migliorare la frequenza di rimbalzo:


  • Rinnovare la struttura delle pagine di entrata (o di destinazione)

  • Ottimizzare tali pagine in modo che possano abbinarsi meglio ai termini di ricerca che conducono gli utenti al tuo sito, agli annunci che pubblichi o alle parole chiave acquistate

  • Modificare gli annunci o le parole chiave per riflettere meglio i contenuti della pagina


La stessa azienda, però, poi precisa:

"Altri fattori possono essere attribuiti unicamente al comportamento del visitatore. Ad esempio, se un utente aggiunge una pagina del tuo sito ai segnalibri, la apre e successivamente esce, tale sequenza di operazioni può essere considerata un rimbalzo".

Ormai è chiaro cos'è la frequenza di rimbalzo e, soprattutto, cosa dovete fare se è troppo alta: valutate, per esempio, l'idea di mettere più link nelle pagine (e di inserirli meglio) oppure la possibilità di aggiungere delle sidebar laterali allo spazio centrale; insomma, nessuno vi chiede di averla al 50% (sareste davvero bravi e avreste fatto un lavoro eccellente) ma neanche a 80, 90: un po' troppo alto, no?

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