
Arstechnica riporta l’avvertimento diffuso da Number Resource Organization, secondo cui gli indirizzi IPv4 disponibili sarebbero al momento meno del 10% di quelli totali, rendendo quindi necessario che si adotti in tempi brevi il protocollo IPv6.
In realtà però come lo stesso articolo fa notare, poco tempo fa si parlava del 19% degli indirizzi ancora liberi, potendo evidenziare anche una differenza nel calcolo degli IP ancora disponibili e quelli invece occupati.
Al di là di ogni possibile considerazione e interpretazione comunque, il fatto che il protocollo IPv4 sia ormai agli sgoccioli è pressoché appurato, per cui occorre anche secondo me iniziare seriamente a spingere sul passaggio a IPv6 prima che sia troppo tardi.
softcodex
22 gen 2010 - 17:13 - #1la prima volta che ho sentito parlare di ipV6 ero a ginevra alla fiera ITU telecom world ed era l’ottobre del 2003.
dopo oltre 6 anni ancora nulla é cambiato…
ice
22 gen 2010 - 17:31 - #2lavoro per un aanzienda con 2 classi C da 254 indirizzi ciascuna
non ne usano nemmeno la metà
bejelit
22 gen 2010 - 17:47 - #3ma quale ipv6 di quà e ipv6 di là … basterebbe che qualche azienda liberasse gli ip che non usa
ad esempio la ford ha riservati tutti gli indirizzi 19.x.x.x ora vorrei sapere che se se fa di 16 milioni di indirizzi la ford? nemmeno se ogni automobile in circolazione avesse un ip fisso li userebbero!
se ne tengono uno per il loro sito e libera gli altri 16milioni
e poi c’è un certo ente americano che ha il 6,7,21,22,23,25,26,27,28,29,30 e son + di 160 milioni di indirizzi!!!
ma il colmo la raggiunge una certa azienda IT proprietaria di due classi di indirizzi di classe A, per poi appoggiare i propri siti a provider esterni, e si professano leader nel settore dell’IT, possano andare in malora!
sic
22 gen 2010 - 18:12 - #4Non so voi, ma io mi fiondo a prenotare un po’ di range di IP, prima che finiscano… Affrettatevi!
fox82i
22 gen 2010 - 18:17 - #5Se i provider iniziassero a smettere di regalare IP statici, per poi quest’ultimi non essere utilizzati, forse il discorso della fine degli IP sarebbe meno tragico!
tia
22 gen 2010 - 19:00 - #6bè quale tragedia… finiscono questi inizieremo con gli altri…
quando finirà il petrolio useremo energia solare o altro..
quando finirà il sole.. bè li son cazzi!
skyler83
22 gen 2010 - 20:31 - #7quando finirrà l’energia solare, potremo sempre impiegare quella lunare!!
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l’ipv6 incontra una grande resistenza di fronte all’inerzia della migrazione da un sistema all’altro, passaggio che tra l’altro è facilitato dalla reciproca compatibilità dei protocolli e traducibilità degli indirizzi.
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poi il discorso del commento #3 è un’utopia, ormai le aziende che se li sono riservati, fossero solo 10 , 1000 o 20 milioni di ip, non li molleranno di certo. una volta sembravano inesauribili e li svendevano; i “grandi elettori” del protocollo si sono presi subito la fetta grossa di torta di classi A. è come dire che siccome l’australia è troppo grande e poco popolata è giusto che ai giapponesi e cinesi che stanno stretti dovrebbero dargliene un pezzo… è molto più comodo tenerselo e, se vuole dare via un pezzo di proprietà, può farlo qualcun altro!
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l’indubbio vantaggio tecnico dell’IPv6, che gode dell’esperienza del suo antenato, è frenato principalmente dal fatto che ognuno sta aspettando… che cominci qualcun altro! a nessuno piace fare da cavia, anche se gli è stato garantito che l’esperimento è sicuro e indolore!
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di tutto questo parlare a favore dell’IPv6, mi resta da anni ancora un dubbio, che non è di natura tecnica. col nuovo protocollo di fronte alla miriade di indirizzi disponibili, sarà scontato che ogni dispositivo (e/o individuo) ne possiederà uno. e la cosa mi preoccupa un po’… basterebbe davvero poco per “spegnerti”…
daily build
23 gen 2010 - 10:23 - #8questa mi sembra tutta una gran mennata in stile Y2K bug!!