Fra un anno il New York Times online sarà a pagamento per tutti

pubblicato: mercoledì 20 gennaio 2010 da giovanni de stefano in: Internet Informazione


Il New York Times ha annunciato che è solo questione di un anno circa (inizio del 2011) perché anche gli articoli e gli aggiornamenti quotidiani del suo sito saranno offerti a pagamento. Non più, dunque, solo gli archivi a pagamento: cosa che del resto avviene già per la maggior parte del grandi organi di informazione online.

Il modello economico sarà di continuare ad offrire un certo numero di articoli gratuitamente e cominciare a far pagare una volta superato questo limite. Ancora non è dato sapere nulla sull’ordine di grandezza di tale limite in quantità. I manager del sito hanno molta fiducia in questo approccio:

“I nostri lettori sono molto fedeli e crediamo che siano disposti a pagare per i nostri contenuti e servizi”.

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di vaz

    vaz

    20 gen 2010 - 18:49 - #1
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    “I nostri lettori sono molto fedeli e crediamo che siano disposti a pagare per i nostri contenuti e servizi”.

    Sì, certo, come no…

  • Profilo di yusuke

    yusuke

    20 gen 2010 - 18:54 - #2
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    Ma che idiozia!, se vogliono guadagnare lo fanno con le pubblicità. L’informazione non si paga e non si deve pagare.

  • alfag

    20 gen 2010 - 19:37 - #3
    -1 punto
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    @yusuke:

    E la marmotta confezionava la cioccolata..

    Meno utopia, più realismo.

  • colui che fa plin plin a casa degli altri

    20 gen 2010 - 19:42 - #4
    1 punto
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    “I nostri lettori sono molto fedeli e crediamo che siano disposti a pagare per i nostri contenuti e servizi”.

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHA CHE CABARETTISTI !!!

  • Antoooooooo

    20 gen 2010 - 19:59 - #5
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    il new york times è uno dei migliori quotidiani che ci siano al mondo, quindi lui penso che se lo possa permettere..quelli che abbiamo in Italia ovviamente fanno ridere in confronto.

  • Profilo di hd

    hd

    20 gen 2010 - 20:24 - #6
    1 punto
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    Il NYtimes realizza notizie… non va in giro a citare fonti…inoltre crea anche molti contenuti, gli americani sono disposti a pagare se un servizio è fatto bene.

  • piùumiledighost

    20 gen 2010 - 22:37 - #7
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    Il primo tentativo di servizi internet a pagamento è fallito; giustamente, in quanti i servizi offerti non miglioravano e non erano di qualità. Ora la qualità è salita mentre il ritorno pubblicitario del Web è ancora a livelli molto bassi: logico quindi che il lavoro svolto da delle persone che devono anche mangiare venga retribuito. Come compriamo i giornali così potremo scegliere se pagare un “quotidiano online”. L’informazione di base, quella delle agenzie stampa, sarà per forza di cose gratuite: se vogliamo approfondimento dovremo pagarla: se il prezzo sarà onesto potremo scegliere di farlo per il nostro quotidiano preferito. Esattamente come facciamo oggi per la carta stampata.

  • Profilo di oceanoweb

    oceanoweb

    20 gen 2010 - 23:39 - #8
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    Sinceramente non ho capito la logica di tutto ciò : secondo me rischiano di perderli più che acquistarli!

  • Profilo di fedmor

    fedmor

    21 gen 2010 - 03:55 - #9
    0 punti
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    Devo quotare @hd: questa logica sarebbe inconcepibile in Italia, ma nei Paesi anglosassoni può avere un senso. Basti pensare ai musei in Gran Bretagna (e suppongo anche negli USA): l’accesso – salvo gallerie d’arte private, ecc. – è gratuito per tutti e si può lasciare una donazione libera… gli Italiani non lo fanno, Inglesi e [tutti] gli altri sì — se ne è valsa la pena. Il paragone è un po’ campato per aria, perché nei confronti dell’informazione io non lo farei: in Italia però la stampa cartacea arriva in edicola già pagata ed è finanziata dallo Stato per le leggi sulla libertà d’opinione, cosa che non avviene per il web. Perciò considerando la pubblicità martellante già pagare un quotidiano nel nostro Paese è una sorta di furto. Negli USA lo Stato non dà un centesimo alle redazioni dei quotidiani, a prescindere dal fatto che si tratti di organi di partito (ne esistono poi?).

  • Profilo di rafa

    rafa

    21 gen 2010 - 15:01 - #10
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    Se lo fanno avranno le loro buone motivazioni e avranno fatto un’indagine. A me sembra una pazzia, il web va nella direzione opposta.

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