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Fapav e P2P: considerazioni in attesa sentenza Tribunale di Roma

Pubblicato: 15 gen 2010 da Gianluca Pezzi

Commenti dei lettori

fapavE’ attesa per oggi la risposta del Tribunale di Roma in merito ad una serie di richieste da parte di Fapav verso Telecom Italia. Il caso è quello degli indirizzi IP di presunti “pirati” raccolti dalla stessa Fapav.

Andiamo allora per ordine. Chi è Fapav? Leggiamo dal loro sito che:

Ad essa aderiscono sia le industrie del settore sia le associazioni che operano per la tutela e la promozione dell’industria audiovisiva e cinematografica in Italia. Ne sono membri permanenti: ANICA, AGIS, UNIVIDEO e MPA. Tra gli associati figurano inoltre RAI, MEDIASET, SKY TV e molte case di produzione e distribuzione cinematografica. L’obiettivo specifico della Federazione è quello di agire con ogni mezzo legittimo contro la pirateria in tutte le sue forme.

L’articolo odierno di Repubblica riassume le richieste:

imporre a Telecom Italia alcune misure straordinarie: primo, obbligare la compagnia telefonica a denunciare alle autorità giudiziarie chi nella propria rete si macchia di pirateria; secondo, impedire l’accesso ad alcuni notissimi siti collegati, anche indirettamente, al peer to peer; terzo, battersi, d’ora in avanti, in prima linea contro il fenomeno.

La prima considerazione è proprio la premessa della richiesta di Fapav. Fapav ammette implicitamente di aver raccolto indirizzi ip di utenti ed ovviamente Telecom risponde che si tratta di una violazione della privacy. Quello che ci permettiamo di aggiungere è che non crediamo sia possibile che Fapav si sostituisca alle autorità di polizia, portando avanti una serie di “indagini” di propria iniziativa. Sarebbe come a dire che in Italia esiste una specie di polizia privata in grado di poter spiare la vita dei cittadini, per tutelare gli interessi commerciali di qualcuno. Perchè è lapalissiano che nelle pseudo indagini di Fapav, siano finiti in mezzo anche ignari utenti che facevano ben altro che piratare film. Se fosse vero il contrario, Fapav dovrebbe immediatamente divulgare il segreto della propria infallibilità.

Che affidabilità hanno questo tipo di indagini? Con quali mezzi sono state portate avanti? Quali software sono stati usati? Prendiamo il triste caso del delitto di Garlasco e lo scontro di perizie informatiche. Se in un contesto simile, fatto di professionisti e di grande attenzione della stampa, dove tutto è avvenuto alla luce del sole (o quasi) le conclusioni dell’accusa sono state rimesse in gioco, chi può “certificare” che i dati raccolti non si sa quando e non si sa in quale modo da Fapav, siano senza ogni dubbio corrispondenti a “pirati”? Se il software usato da Fapav avesse qualche “baco”? Se non fosse affidabile? Se i dati fossero semplicemente errati (un numero piuttosto che un altro)? Se invece fossero manomessi o “sporcati”, anche in buona fede? Chi ci garantisce che quanto affermato da Fapav sia incontrovertibilmente vero?

Veniamo ad un altro aspetto, non di secondo piano: il fenomeno dei fake. In buona fede un utente scarica da Emule l’ultima versione di Ubuntu. Il file che sta scaricando ha il nome corretto, ma in realtà è un film e scoprirà l’errore solo in un secondo tempo. Cosa succede a quel punto? Chi può andare a fondo a situazioni simili? Non di certo una organizzazione privata, crediamo noi.

Quello che infine non regge proprio è la richiesta fatta a Telecom di “battersi in prima linea” contro la pirateria. Dal punto di vista economico manageriale significa semplicemente girare i propri costi a terze parti, in questo caso Telecom. In poche parole scaricare a Telecom quello che dovrebbe essere il proprio lavoro. Dal punto di vista filosofico, se passasse il concetto che il provider internet deve combattere (ergo filtrare e denunciare) gli utenti pirata, dovrebbe anche passare quello che l’azienda telefonica deve combattere (ergo filtrare e denunciare) qualsiasi reato compiuto grazie o tramite il telefono, per arrivare infine per assurdo all’industria automobilistica piuttosto che le autostrade che permettono ai delinquenti di muoversi sul territorio nazionale.

Veniamo poi ad un’altra richiesta di Fapav, ovvero l’oscuramento di The Pirate Bay, Italianshare, Vedogratis, Youandus, Italianstreaming, 1337x, Dduniverse, Angelmule, Italiafilm, Ilcorsaronero. C’era da aspettarselo, anche se è tutto da dimostrare che un sito che ospita link sia “colpevole”. Come da difesa di Pirate Bay, dovrebbero subire lo stesso trattamento anche Google, Yahoo, Bing e compagnia bella. Con la la differenza che i primi hanno un impatto economico a livello di siti “amatoriali”, rispetto ai tre colossi presi come esempio.

Tra i siti di cui viene chiesta la chiusura, c’è però anche anche ItalianSubs. In questo caso gli utenti sarebbero “colpevoli” di diffondere i sottotitoli italiani a serie o film stranieri. Ma non viviamo in un mondo globalizzato? Prendiamo come esempio un italiano che vive in un paese anglosassone: non può scaricare e vedere la propria serie preferita con sottotitoli nella propria lingua perchè Fapav lo ritiene un pirata? Allora, diciamolo chiaramente. C’è qualcuno che ci dice che il mondo non ha confini, che siamo globalizzati, che il mercato deve arrivare ovunque, salvo poi mettere paletti quando la globalizzazione va proprio ai propri interessi.

Concludendo, se si chiede il rispetto della legge, ci si deve muovere nel rispetto della legge stessa. Se Fapav vuole intraprendere azioni legali, lo faccia come è giusto che sia, ma nel rispetto delle procedure. Così come ai cittadini viene impedito di ricorrere alla giustizia fai-da-te, e parliamo di fatti ben più gravi e devastanti, allora anche alle organizzazioni private deve essere impedito di muoversi come se fossero investite da autorità che non hanno.

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di drive01

    drive01

    15 gen 2010 - 13:21 - #1
    3 punti
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    non fa una piega, si era verificato un caso analogo anni fa con una casa discografica che aveva violato la privacy di migliaia di utenti e inviato lettere di estorsione

    è evidentemente la strada sbagliata da prendere, quella giusta è seguire i consigli dei propri clienti, puntare nella direzione del download digitale legale a prezzi coerenti, basta vedere vedere dada.it

    come anche pensare di colpire la community di ItalianSubs: dalle parti di Mediaset e SKY a quanto pare hanno il cagotto perchè nessuno guarda più i telefilm esteri che passano nelle tv italiane mesi dopo la messa in onda nella patria di produzione?

    provate di accorciare la filiera

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    15 gen 2010 - 14:50 - #2
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    Qualcuno mi spiega che male ha fatto ITASA? Avete una vaga idea di che porcherie possano partorire i nostri doppiatori che a quanto pare di inglese e slang capiscono ben poco?
    Per non parlare poi del ragionamento secondo cui guardando i telefilm in americano danneggio le pay tv del biscione: questi non l’hanno capito che io non mi abbonerei mai a Mya o Steel nemmeno se torrent ed emule non esistessero.Piuttosto mi leggerei l’elenco del telefono. Il loro ragionamento è “O ti farcisi la testa con le ca**ate che ti propone la tv generalista (GF, Amici, Isola, ecc.), oppure paghi e ti becchi un bel telefilm, doppiato malissimo, con tanta bella pubblicità in mezzo”

  • Profilo di alfonso

    alfonso

    15 gen 2010 - 15:55 - #3
    0 punti
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    ma io non ho capito….scarica re è illegale o è illegale condividere??????? inoltre se non si piò più scaricare nessuno farà più l’adsl, ma rimetterà la tariffa a tempo e telecom perderà una marea di soldi e clienti

  • Profilo di drive01

    drive01

    15 gen 2010 - 16:14 - #4
    0 punti
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    @alfonso: non fa nessuna differenza a quanto pare se sia legale o meno, i soldi se li prendono lo stesso: http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830/

  • Profilo di tia

    tia

    15 gen 2010 - 18:43 - #5
    -1 punto
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    Non è tanto il scaricare o il condividere, è il cosa. Il materiale coperto da copyright non può essere condiviso quindi nemmeno scaricato illegalmente.

    Se è materiale libero puoi farci quello che vuoi.

    “se non si piò più scaricare nessuno farà più l’adsl,”
    ma questo lo dici tu, io me la terrei lo stesso. Non è che adsl=download io la uso per lavoro ad esempio, o comunque per navigare, posta e tutto quello che segue; con quella a scatti in due giorni mi pago il canone fisso.

    Poi devo leggere anche i commenti di g h o s t e questo non ha prezzo!
    Comunque fan sempre tanti casini, stampa articoli, parlano parlano.. tanto è una cosa che non chiuderanno mai!

    Non ne hanno le forze, chiudono da una parte e si aprono due alternative dall’altra e via cosi!

  • A1serrr

    15 gen 2010 - 20:51 - #6
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    @tia.
    se non si piò più scaricare nessuno farà più l’adsl,”
    ma questo lo dici tu, io me la terrei lo stesso. Non è che adsl=download….

    Qui ti sbagli di grosso, se la sentenza passerà i contratti telecom subiranno un durissimo colpo.
    Come dici tu c’è chi ci lavora (come me), ma a quel punto una banda di 20mega e TOTALMENTE INUTILE; per un uso “prettamente” lavorativo 4mega sono più che sufficienti.
    Come dice giustamente “ALFONSO” si ritornerà a tariffe tempo/peso, dato che non potendo più effetuare download di parecchi Gigabyte, troverai che molto più conveniente una tariffa a tempo…

  • A1serrr

    15 gen 2010 - 20:57 - #7
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    Chiaramente è un discorso TEORICO, dato che parliamo di una situazione che non verrà a crearsi tanto facilmente…

    D’altro canto si parla di TELECOM, la quale ha un potere economico ENORME…

  • Profilo di fagren2000

    fagren2000

    21 gen 2010 - 15:32 - #8
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    IPOTESI:
    - Una persona scarica con Emule o Torrent o altro uno o più film,musica,videogiochi.
    - la sentenza obbliga Telecom a consegnare gli indirizzi IP.
    DOMANDE:
    1) gli indirizzi IP sono riconducibili a NOMI E COGNOMI? in che tempi?
    2) se si: decidendo di cancellare il contenuto scaricato o ancora meglio si formatta il PC è possibile che la persona in questione possa essere multata o arrestata anche se non si trovano file contraffatti, ma il tuo indirizzo IP risulta nell’elenco di quelli dati da TELECOM?

    grazie in anticipo.

  • Profilo di veller

    veller

    27 feb 2010 - 21:24 - #9
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    Personalmente preferirei pagare 15 o 20 euro in + al mese ma che nessuno mi scassase più le scatole…. io i CD che mi piacciono li compro sempre dopo averli ascoltati… dice bene winkiller, vogliono farci guardare amici, GF e caXXate varie e se vuoi cose decenti paga e basta… dovrebbero dare il NOBEL a quelli di ITASA perchè diffondono cultura e conoscenza anche a chi non capisce l’inglese! e a fagrene dico che se ti formatti il pc i tuoi dati sono sempre li dentro… basta saperli trovare… devi prendere a mazzate e dare fuoco all’HD per elinimare le prove comunque la telecom sa sempre quello che passa nella tua linea e non c’è proxy che tenga… il tuo ip da qualche parte deve andare a al tuo ip i dati devono arrivare e li in mezzo c’è la tua compagnia telefonica. Ma mettete una quota di risarcimento e liberalizzate tutto e piantatela li… fai l’ADSL? vuoi scaricare? ti faccio 20 euro in +!!! ok così mi sta strabene…. se dovessero intervenire pesantemente parecchi FLAT saltano senza problemi… del resto per guardare le mail e 4 o 5 siti al giorno ti bastano 10 minuti……

  • Samuele900

    21 giu 2010 - 13:58 - #10
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    @veller:

    “del resto per guardare le mail e 4 o 5 siti al giorno ti bastano 10 minuti……” … dipende da che siti visiti.. perchè se intendi visitare siti come HTML.it o Geekissimo.com .. e sei appassionato di applicazioni e servizi web 2.0 o altro ci impieghi molto più che 10 minuti………”