Russia, l'obbligo di spostare i server nel Paese scatta dal 2015

La Russia di Putin si prepara a mettere il bavaglio al web: le società di comunicazione online dovranno spostare i server entro la fine del 2014

putin russia

Ne abbiamo già parlato non appena si era diffusa la notizia nel web: in Russia Putin sembra seriamente intenzionato a volere il controllo di Internet e dei social network attraverso una nuova e aspra legislazione: tutto sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2016, ma, a quanto pare, la minaccia islamica, che poi sembra essere solo un pretesto per procedere, ha portato ad anticipare i tempi di un anno. Avete letto bene: Roscomnadzor, ente statale russo preposto al controllo dei mass media, ha comunicato che da gennaio 2015, anziché da settembre 2016, sarà obbligatorio per le società di comunicazione online straniere registrarsi in Russia. I server, insomma, dovranno essere spostati nel Paese.

Di questo passo, e sembra ormai indiscutibile, Mosca diventerà un po' come Pechino, dove la censura regna incontrastata nel web, e questo non solo per questioni di sicurezza: è evidente, in effetti, che il governo cinese voglia essere indipendente da qualsiasi controllo esterno, di qualsiasi tipo esso sia.

Il parlamento russo, intanto, continua a lavorare: l'obiettivo è quello di costringere le aziende a memorizzare i dati personali degli utenti sui server russi; si tratta di una vera e propria impresa, sia se vista in senso assoluto sia se vista relativamente al periodo di tempo entro il quale le misure dovranno essere attuate: è impensabile, infatti, che aziende come Facebook, Google, Twitter e così via riescano a fare tutto nel giro di tre mesi.

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Intanto, esplode la protesta e proliferano a dismisura le critiche del web intero: The Wall Street Journal, per esempio, è convinto che non c'entri nulla la minaccia terroristica né lo scandalo Datagate, ma che la Russia si sarebbe comunque comportata così, proprio perché l'obiettivo è quello di controllare ampiamente la rete, onde evitare dissidi interni e opposizioni al governo.

Il disegno di legge sulla gestione dei dati personali è stato approvato mercoledì 24 settembre alla seconda lettura dalla Duma; serve ancora un altro voto prima che passi alla Camera alta e infine al Cremlino: si tratta comunque di passaggi formali, che non impediranno al disegno di diventare legge effettiva a partire da gennaio 2015.

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