Google contro Cina: aggiornamenti e sviluppi

Google contro Cina: aggiornamenti e sviluppiLa reazione di Google ad alcuni attacchi poco chiari ai propri sistemi (e non solo) in Cina ha dato un bello scossone all'intera opinione pubblica mondiale, riscuotendo numerosi consensi per l'energica azione del colosso informatico nei confronti della libertà sul web. Una delle prime conseguenze è stata quella di rendere automatico per tutti l'uso del protocollo HTTPS su Gmail, opzione facoltativa già presente da tempo diventata ora obbligatoria.

Chi nel frattempo aspettava una reazione del Governo cinese all'azione di forza di Google sarà probabilmente rimasto deluso nel non sentire nessuna notizia provenire da tale fonte, anche se secondo quanto riporta China Daily da fonte anonima le stesse autorità avrebbero contattato Google per avere ragguagli sull'annuncio shock.

Nel frattempo una reazione è arrivata anche dalle pagine di un blog che a quanto pare apparterrebbe a uno dei vertici del motore di ricerca Baidu, attualmente numero uno sul mercato cinese anche davanti a Google. L'autore del post avrebbe criticato pesantemente l'azienda americana con le seguenti parole:

Quanto fatto da Google mi rende triste. Se stai abbandonando per interessi finanziari, dillo e basta.

Il post sarebbe poi stato cancellato e sostituito con l'affermazione di aver espresso la propria opinione e non quella di Baidu.

Nel frattempo altri dettagli emergono sull'attacco subito da Google, che avrebbe coinvolto ben 34 aziende in totale, incluse compagnie finanziarie e di difesa, con l'obiettivo di rubare loro codici sorgenti. Per fare ciò sarebbe stata sfruttata una vulnerabilità di Adobe Reader per diffondere malware all'interno delle società, raggiungendo l'obiettivo di rubare il codice secondo iDefense, divisione di VeriSign.

Sui dettagli degli attacchi Wired USA offre una panoramica abbastanza dettagliata.

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