Social network, giovani fragili e insicuri: ecco l'indagine della Società Italiana di Pediatria

Qual è l'influenza dei social network sui giovani adolescenti? Lo dice una recente indagine della Società Italiana di Pediatria

giovani e social network

Il rapporto che vi proponiamo è stato firmato dalla Società Italiana di Pediatria e commentato dal suo presidente, il non poco noto Giovanni Corsello: si tratta di un'indagine volta a stabilire il tipo di rapporto che i giovani instaurano con i social network e come si comportano, di conseguenza, gli adulti. Partiamo dalle seguenti dichiarazioni:

"Il problema - a parlare è proprio Corsello - non è l'uso, ma l'abuso. È difficile dettare regole di comportamento dal momento che la stragrande maggioranza degli adulti non ha idea di come si sviluppa la socialità sui nuovi media, di come si strutturano le relazioni, non conosce il linguaggio utilizzato".

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Corsello ha poi spiegato che gli adulti conoscono poco questo mondo e che molto spesso si trovano impreprarati quando devono affrontarlo; è proprio da ciò, almeno a nostro avviso, che dipendono tutti i rischi su cui ha fatto luce la Società Italiana di Pediatria: bullismo, insicurezza, droga, alcool, fumo sono tutti miti che possono influenzare la vita di un adolescente solo se dietro non c'è un genitore in grado di seguirlo anche da lontano, e senza risultare troppo invadente. Come possono una mamma o un papà insegnare certe cose se non capisce nulla o poco di social network?

Come si comportano i giovani sui social network?


La Società Italiana di Pediatria ha messo in evidenza alcuni importanti punti:


  • Sei adolescenti su dieci vorrebbero essere più magri (il rapporto diminuisce se si pensa agli adolescenti che non frequentano social network);

  • Chi frequenta almeno tre social network corre il rischio di assumere stili di vita pericolosi (il 21% si ubriaca);

  • Il 16.8% dei più giovani ha inviato almeno una foto a sconosciuti;

  • Il 24.7% ha rivelato l'istituto che frequenta;

  • L'11.6% si è persino incontrato con qualcuno che non conosce;

  • Il 5.2% ha accettato proposte di rapporti online;

  • La mania selfie è poi eclatante: il 15% degli intervistati ha postato un selfie provocante e il 48% ha dichiarato di aver avuto amici che lo hanno fatto.


Il parere di Corsello


L'indagine si è concentrata su 2mila 107 studenti della terza media

, di cui l'81% ha dichiarato di passare buona parte del tempo su Internet sin dal mattino (la percentuale è pari al 12.5%); per non pochi è l'ultimo pensiero prima di andare a dormire: il 56.6%, per esempio chatta dopo la cena e il 40% lo fa fino a tardi,

Spiega sempre Corsello:

"I social network non vanno demonizzati perché hanno anche aspetti di grande utilità e socializzazione. Il problema, come sempre, è l'abuso. La migrazione degli adolescenti dal computer al telefonino rende difficilissimo per i genitori rendersi conto del tempo effettivamente speso dai loro figli sui social. Inoltre è difficile dettare regole di comportamento dal momento che la stragrande maggioranza degli adulti non ha idea di come si sviluppa la socialità sui nuovi social network, di come si strutturano le relazioni, e non conosce il linguaggio utilizzato. In questo contesto parlare di controllo non ha più molto senso. Le nostre risorse per prevenire comportamenti a rischio sono il dialogo, l'ascolto, l'etica comportamentale che noi adulti di riferimento abbiamo insegnato ai figli. I quali prima di essere adolescenti sono stati bambini".

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