La Germania vuole che Google pubblichi il suo algoritmo di ricerca (Google non è d'accordo)

La Germania ha deciso qualche anno fa che Google è il suo arcinemico. Non sto scherzando: Street View, monopolio, tasse a favore degli editori, scandali sulle frequenze Wi-Fi e intere città che fanno causa alla corporation - ormai le abbiamo viste tutte.

google-algoritmo

Il ministro della giustizia tedesco Heiko Maas probabilmente si sente come Davide contro Golia, visto che sta affrontando il gigante Google per strappargli il suo segreto meglio protetto, quello più grosso: il suo algoritmo di ricerca.

Noi lo chiamiamo “l’algoritmo”, ma è chiaro che Google usa parecchi meccanismi informatici, e chiunque come me sia sopravvissuto nel mondo dell’editoria online ha dovuto fare i conti con questo inspiegabile mostro dalle tante teste, che decide cosa è bello e cosa non lo è, ma non spiega mai le motivazioni che lo inducono a sfavorire un sito e favorire un’altra pagina al suo posto.

Maas ha spiegato che la Germania è del tutto insoddisfatta del tipo di informazioni fornite da Google, e ritiene che il motore di ricerca stia abusando della sua posizione di monopolio. Su 60 miliardi di dollari all’anno, abbastanza per finanziare 15 programmi spaziali della NASA, la maggioranza degli introiti della mega-corporation provengono proprio dalle ricerche.

Un problema complesso, e l'Unione Europea sarà coinvolta


Questo strapotere, risponderei a Maas, è difficile da individuare in un singolo fattore. Certo, il fatto che l’algoritmo sia segreto è importante, ma questo segreto è reso rilevante solo dal fatto che Google sia tanto immenso e potente da condizionare la vita stessa di Internet. Non è solo parassitismo, potremmo definirlo simbiosi, e infatti Google ha replicato al ministero della giustizia germanico che se il suo algoritmo dovesse diventare di dominio pubblico i primi a ottenerne beneficio sarebbero criminali come gli spammer. Se si sapesse quale è il meccanismo che consente di salire di Rank con il proprio sito, giocare su queste regole per favorirsi artificialmente diventerebbe una tentazione irresistibile per tutti, anche per chi è in buona fede.

La Germania ha una faida personale contro Google, che ha accusato e/o portato in tribunale in continuazione. L’influenza tedesca si sente molto nell’Unione Europea, che da anni cerca una maniera per fare a pezzi lo strapotere di Google, che qui in Europa è usato dal 90% delle persone connesse.

Fino ad ora lo scontro più aspro riguardava il diritto a essere dimenticati. Se la Germania non riuscirà ad avere quello che vuole da Google in patria, la prossima guerra dell’EU sarà quella per l’algoritmo segreto?

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