Treasure Map, il piano dell'NSA di mappare ogni PC e smartphone connesso, ogni bit di dati

Da Der Spiegel compaiono altri documenti di Snowden che dettagliano come l'NSA e gli alleati britannici, neozelandesi, australiani e canadesi hanno lavorato a un network che mappa tutto quello che esiste su internet in tempo reale.

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Der Spiegel ha pubblicato oggi l’ennesima rivelazione inquietante sulle incessanti operazioni di penetrazione della Grande Rete da parte dell’NSA e dei suoi alleati, UK, Australia, Nuova Zelanda e Canada.

Questa volta si tratta di un progetto - come sempre segretissimo, e come sempre contrario all’etica e alle leggi internazionali - per mappare ogni singolo PC, ogni singolo byte scambiato su Internet. Il nome assegnato è evocativo e come al solito irriverente: Treasure Map. Evoca alla mente i Pirati dei Caraibi, vero? E in effetti si tratta di un raid sfrenato attraverso i router che redirigono tutto il nostro traffico e marca ogni singolo individuo connesso alla rete come un punto preciso, una mappa interattiva che rivela milioni di tesori: persone, dati, oggetti, sistemi.

Un operazione clandestina di altissimo profilo


Dal Califfo dell’ISIS con il suo portatile di Hello Kitty

fino all’ultima casalinga di Voghera, Treasure Map è stato costruito violando i confini nazionali e la sicurezza dei singoli network, disegnando una mappa dettagliata di un campo di battaglia rivolto contro nemici e alleati.

Il software che ne è nato ha la sua interfaccia grafica, con dei pallini rossi che identificano le reti sotto sorveglianza. Der Spiegel, analizzando i dati di Edwrd Snowden, ha scoperto che tra questi network controllati ci sono anche Deutsche Telekom e Netcologne (un provider di Colonia che serve 400.000 clienti con un grosso servizio a fibre ottiche ad alta velocità).

La Germania è solo uno dei paesi la cui sicurezza è stata violata, e si ignora quanto profonde siano le possibilità di interferenza di Treasure Map. Indica persone ed enti specifici, certo. Indica se ci sono operazioni in corso, sicuro. Probabilmente comunica a un operativo o analista quali sono le vulnerabilità conosciute che possono essere sfruttate per il passo successivo: infettare il bersaglio di malware per metterlo sotto sorveglianza. Der Spiegel è ancora più tetro e negativo, e ritiene possibile che questi dati siano il risultato di un’attacco informatico a monte, magari avvenuto dall’interno del suolo germanico.

Praticamente un atto di guerra


Secondo la legge tedesca sferrare un attacco informatico all’interno dei confini nazionali, e quindi non guadagnare l’accesso dall’esterno, è un reato particolarmente serio, “del tutto inaccettabile” come dice un portavoce di Deutsche Telekom. Inutile dire che questi nuovi dati di Snowden stanno già venendo esaminati dalla Procura di Stato, che già sta agendo per vie legali contro l’NSA per la faccenda del cellulare della Merkel controllato.

Secondo i dati di Snowden, ci sono 13 server dell’NSA sparsi in giro per il mondo che operano questo network e fanno da supporto alle operazioni segrete del controspionaggio statunitense. Uno di questi è posizionato in Germania. E i tedeschi sono sempre più furibondi.

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