Il governo canadese chiude 4500 siti: a causare ciò sono stati i due siti eg-gc.ca e enviro-canada.ca, che da due settimane circa portavano avanti una sorta di parodia mirando ad evidenziare gli scarsi sviluppi di Copenhagen, concentrandosi principalmente sul Canada e sulla sua politica ambientale.
Il governo, evidentemente a corto di umorismo, ha chiesto al provider tedesco statunitense Serverloft di rimuovere dai loro servers entrambi i siti e tutti gli altri collegati a faccende ambientali. Il provider ha replicato disattivando un intero blocco di indirizzi IP, rendendo irraggiungibili circa 4.500 siti che non avevano nulla a che fare con la burla.
Mike Bonanno di YesMan (il gruppo che ha creato i due siti incriminati) si dichiara deluso non solo dal comportamento del governo riguardo le tematiche ambientali ma anche dalla violazione della libertà di espressione.
Non è però chiaro, e ci domandiamo noi, in base a quale legislazione un governo straniero possa chiedere o obbligare un provider estero alla chiusura di un sito. Resta ancora da capire come sia stata gestita tale richiesta, visto l’oscuramento di un blocco di indirizzi IP anzichè andare diretti sui due siti in questione…
Via | TGDaily.com
Foto | Flickr
Shaol
31 dic 2009 - 16:23 - #1Sono oltremodo stupita dalla decisione del Governo canadese e dalla modalità scelta nel portarla avanti.
Pare dunque che certe posizioni anti-democratiche non riguardino solo l’Italia, il risultanto, comunque, rimane altrettanto sconfortante.
piùumiledighost
31 dic 2009 - 18:26 - #2preoccupante, decisamente
Coxinator
31 dic 2009 - 19:43 - #3Quando South Park ha ragione….
oceanoweb
31 dic 2009 - 21:04 - #4Non ci siamo , non ci siamo : la democrazia è una signora che sta male , molto male !!!
Rigurgita di continuo censura !!!
tkmatt
01 gen 2010 - 22:11 - #5la democrazia è un’illusione, è fatta dall’uomo e pertanto contraddittoria e corrotta a prescindere. La vera democrazia non puo esistere, puo esistere una pseudo democrazia in cui si ha un’appartente visione di popolo al potere salvo poi accorgersi che uomini eletti da uomini assumono caratteristiche di Superuomini
maurr
02 gen 2010 - 18:20 - #6secondo me il problema non e’ solo di censura,ma di qualche addetto alla stanza dei bottoni,che per non faticare troppo ha “tirato giu’” quella serie di indirizzi ip.
Andrebbe subito licenziato…come minimo,o obbligato a dare in futuro una parte dello stipendio per ripagare i danni che ha causato a siti che non c’entravano nulla.
il fatto che il governo canadese ha chiesto di oscurare i siti,indica la mancanza di legislatura in rete per il diritto all’opinione.Se il diritto all’informazione e alla satira passa anche per la rete,togliere un sito equivale a un atto di censura.
E’ come se per esempio uno a caso il corriere della sera venisse chiuso perche’ ha una satira troppo pungente per il governante di turno.Inaccettabile.
NiK0
03 gen 2010 - 15:33 - #7Dopo questa possiamo anche dire che in Italia non siamo messi così male… almeno un po’ di senso dell’umorismo ci rimane. Comunque quello che veramente è preoccupante è che non si riesce a capire quando si parla di web chi ha giurisdizione su chi.
Rob83
07 gen 2010 - 16:30 - #8Comunque la rete ha un suo meccanismo di difesa autonomo contro la censura. Se in tv viene fatto chiudere un programma per un qualsiasi motivo, chi ha deciso di chiuderlo può benissimo fare in modo di non dare nessuno spazio a chi eventualmente se ne lamenti; per cui la censura riesce. Con internet se si oscurano dei siti per motivi non totalmente limpidi iniziano ad innescarsi una serie di reazioni, commenti e iniziative di protesta, tanto che il censore rischia di ottenere l’effetto opposto rispetto a quello voluto, perchè si da enorme risalto agli argomenti oggetto di censura e nascono subito altri siti che se ne occupano….
Basta mantenere alta la guardia e continuare a pensare con la propria testa, cosa assai più facile in rete dove ci si deve andare a cercare le notizie piuttosto che in tv, dove si viene bombardati da informazioni superflue e idee preconfezionate.