Microsoft compra Mojang per 2,5 miliardi di dollari, Notch lascia l'azienda senza rammarico

Perché Microsoft vuole acquistare Mojang, la software house che controlla Minecraft e ospita Notch, la geniale e problematica mente che ha creato il capolavoro videoludico?

Personalità: Notch di Minecraft

AGGIORNAMENTO:
Effettivamente Microsoft ha davvero comprato Mojang, la celebrata software house creata sulle robuste ossa di Minecraft, uno dei videogiochi più amati del mondo. Il quantitativo di danaro sborsato è epico, 2,5 miliardi di dollari. L'ideatore del fantastico gioco, Notch, non resterà con Mojang, come ha datto capire bene con la sua mail di addio:

    “[…]Considerato il fatto che l’immagine pubblica di me è già piuttosto distorta, non mi aspetto di evitare i commenti negativi con il mio comportamento, ma se non altro non mi sentirò in obbligo di leggerli. Sono anche consapevole che questo [la vendita a Microsoft] sia molto lontano da certe cose che ho detto in pubblico. Non ho una buona risposta per questa critica particolare. So anche che molti di voi mi hanno usato come un simbolo di qualche tipo di lotta. Non lo sono. Sono una persona comune, qui in mezzo a voi a lottare.

    […]

    Questo non riguarda tanto i soldi. Riguarda più che altro la mia sanità mentale.”

Notch, al secolo Markus Persson può in effetti dire quanto vuole che non riguardi i soldi, ma credo che più o meno tutti ci troveremo d’accordo con il fumetto che ha pubblicato l’altro ieri Penny Arcade.

Il destino di Minecraft


Minecraft continuerà con la sua evoluzione, e Microsoft ora ha una nuova icone per le mani. Il team di Mojang diventerà parte dei Microsoft Studios, e il gioco sarà certamente più veloce, più facile da raggiungere e più ricco. Ma più fedele a se stesso? Redmond dice che non ne toccherà lo spirito e che resterà sempre disponibile per tutte le piattaforme allo stesso modo, e per sempre focalizzato sugli utenti, non sugli update che piovono dall’alto.

10 settembre 2014
Microsoft che “sposa” Mojang e consegna in dote due miliardi di dollari? L’accordo sembra vicino ed è inaspettato - Ma il piano di Redmond per trascinare nella sua orbita una fascia demografica giovane e scanzonata ha qualche possibilità di riuscita?

Abbiamo recentemente avuto modo di parlare di Mojang e soprattutto delle stranezze del suo “santo patrono” Notch, creatore del capolavoro videoludico e culturale che è Minecraft.

Ci sono poche aziende tanto redditizie, tanto fuori di testa e tanto rilassate quanto Mojang, con i suoi uffici hipster e la dichiarazione di voler investire i soldi anche per il divertimento dei dipendenti, “che tra qualche anno se non facciamo un altro successo si chiudono i rubinetti comunque, quindi tanto vale goderseli”. E se confrontiamo l’approccio di Microsoft, nevrotica, tentacolare e soprattutto in piene convulsioni riorganizzative non è facile trovare due filosofie più diverse nel mondo dell’informatica.

Le voci dell’accordo vengono da “fonti interne”, e né l’una né l’altra azienda ha voluto commentare. Sembra strano che Markus Persson, in arte “Notch”, sia stato l’artefice di questo futuro contratto di cessione. Notch è una personalità estremamente particolare, sicuramente ostile nei confronti delle grandi corporation, al punto di aver cancellato gli accordi con Oculus nel momento in cui si è saputo di un’acquisizione da parte di Facebook. Anzi, sappiamo che Notch ha spesso biasimato questi grandi investitori, e con forza.

Quali sarebbero i vantaggi per Mojang? La sua indipendenza verrà probabilmente preservata come accade in tutte le acquisizioni similari, e in cambio ci saranno 2 miliardi di dollari sul tavolo, e la capacità di sfruttare le immense capacità di Microsoft in cambio di risultati concreti (un traguardo che effettivamente Mojang non ha più raggiunto dopo Minecraft).

E quali sarebbero invece i vantaggi per Microsoft? Questo è un dubbio più difficile da risolvere. Minecraft è arrivato sull’Xbox One da pochissimo, e acquistare Mojang non lo farebbe certo integrare più di quanto non lo sia già nella lineup della console. Ma Nadella vede i videogiochi come un mezzo per ampliare la piattaforma unitaria che sogna, un mondo senza confini sotto all’ombrello di un unico, grande Windows. Spero vivamente per loro che ci sia già un piano per sfruttare i talenti fuori dai canoni del collettivo anarchico Mojang, perché un grosso nome non equivale a una ricaduta positiva al di fuori del suo stretto ambito, come ha già capito chiunque segua le grandi acquisizioni informatiche degli ultimi anni. E questa, per Microsoft, sarebbe la prima… È il caso di non renderla un disastro.

Via | Wall Street Journal

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