
Il presidente Bush ha firmato una legge che prevede anche il carcere fino a due anni come punizione per chi “disturba” commentando in forma anonima, su blog e tramite email.
I blogger americani quindi saranno liberi di lanciare delle “flame” solo se metteranno il proprio nome in calce.
Rimane da capire il funzionamento della legge: chi decide se un commento ad un sito, magari istituzionale, che contiene critiche sprezzanti , minaccia, abusa, è “annoying” oppure no?
Declan McCullagh su Cnet si chiede se una donna che viene sessualmente molestata dal suo datore di lavoro, e desidera scrivere nel suo blog sotto pseudonimo, secondo questa legge sarebbe dalla parte del torto.
Visto che al peggio non c’è mai fine, non mi stupirei se qualcuno proponesse un tale provvedimento anche in Italia.
“Whoever…utilizes any device or software that can be used to originate telecommunications or other types of communications that are transmitted, in whole or in part, by the Internet… without disclosing his identity and with intent to annoy, abuse, threaten, or harass any person…who receives the communications…shall be fined under title 18 or imprisoned not more than two years, or both.”
Elena
11 gen 2006 - 09:53 - #1e bravo Bush!
se uno ha qualcosa da dire, che abbia il coraggio di metterci almeno il nome, se non la faccia. altrimenti.. bhè, che stia zitto.
Prof.Spalmalacqua
11 gen 2006 - 10:32 - #2A che cosa serve? a chi serve? Nella rete non ci sono solo vigliacchi annoiati che riempiono righe di insulti, ci sono anche quelli che non si possono esporre e in rete denunciano i soprusi e altre vigliaccate. Preferisco la libertà di scegliere. Prof.Spalmalacqua
paolo
11 gen 2006 - 11:13 - #3Hanno il potere e lo usano, e non mi stupirei se lo facessero anche nel pel paese; d’altronde fin tanto che le nostre “democrazie” continueranno ad essere frutto di una delega in bianco e non più partecipate c’e da aspettarsi anche di peggio.Dormite gente, non preoccupatevi, qualcuno pensa sempre per voi.Cosi dopo lunghi anni di sonno ci siam svegliati ed abbiamo trovato l’invasore che mai come oggi prende tutte le sembianze secondo le sue convenienze e che si è installato come un virus nei nostri cervelli e agisce e pensa per noi Simo pedine di un gioco al massacro manovrate da ingegnose menti che al di la delle sigle perseguono chi più chi meno interessi personali.Quando non ci sono ideali e quando il popolo non diventa protagonista in modo partecipativo non si può parlare di crescita democratica ma di perdita di democrazia con il coseguente imbarbarimento delle coscienze,la conseguete perdita delle migliorie acquisite con tanti sacrifici da chi ci ha preceduto; quando non si partecipa diventiamo delle pedine, quando partecipiamo diventiamo dei protagonisti.E quando siamo protagonisti abbiamo il potere vero, quello della democrazia.
francesco
11 gen 2006 - 15:51 - #4Questo dimostra quanto la democrazia americana sia ormai alla frutta !
Insomma anche in Europa non è che si scherzi!
Giulio
11 gen 2006 - 16:16 - #5invece di promulgare simili leggi assurde il texano pensi prima a risolvere la crisi internazionale che affligge gli USA…patetico