Che cos'è #IceBucketChallenge: la sfida della doccia ghiacciata

Come è nata la Ice Bucket Challenge? E come si è diffuso online l'hashtag #IceBucketChallenge che ha letteralmente invaso i social network? Proviamo a scoprirlo. La risposta del direttore di Blogo alla sfida di Renzi. E scopriamo perché è diventata virale

Come è nata la Ice Bucket Challenge? E come si è diffuso online l'hashtag #IceBucketChallenge che ha letteralmente invaso i social network? Proviamo a scoprirlo. La rispost del direttore di Blogo alla sfida di Renzi. E scopriamo perché è diventata virale

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A meno che non abbiate vissuto gli ultimi giorni chiusi in una stanza senza accesso a Internet o a un qualunque altro mezzo di informazione, a questo punto sapete saprete già i nomi di tutti i personaggi più noti che si sono cimentati della Ice Bucket Challenge, un’iniziativa lodevole e virale che sta facendo dei social network il suo mezzo di diffusione primario, Twitter in primo luogo.

Ice Bucket Challenge: l'hashtag

L’hashtag #IceBucketChallenge che accompagna i video delle sfide è tra i Trending Topic di Twitter in tutto il Mondo ormai da ore, da quando la Ice Bucket Challenge ha raggiunto un nuovo livello di diffusione grazie al coinvolgimento di partecipazione di attori, attrici di Hollywood, cantanti e popstar che vantano un seguito di decine di milioni di fan sui social network.

Twitter Reverb, lo strumento di proprietà del social network cinguettante che analizza come si svolgono le discussioni su Twitter, ci da un mano a capire la diffusione dell’hashtag ora dopo ora, anche se i dati si fermano al 15 agosto scorso, poco prima dell’esplosione internazionale della Ice Bucket Challenge.

L’invasione social dell’hashtag - che ha progressivamente sostituito #ALSIceBucketChallenge perdendo il riferimento alla ALS Association, la principale associazione non-profit per la ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), promotrice della sfida - è cominciata a fine luglio, quando i primi sportivi statunitensi hanno iniziato a cimentarsi nella sfida della doccia ghiacciata, nominando ogni volta altre tre persone e facendo crescere esponenzialmente il numero dei video presenti online, hashtag compresi.

Si è passati così dai 77 tweet al minuto del 29 luglio a un primo picco dell’8 agosto (174 tweet al minuto) quando l’attore Ansel Elgort ha pubblicato la sua prova, spiegando in pochi caratteri il perchè di quel video:

Ho appena fatto la Ice Bucket Challenge. Oggi ho donato 500 dollari alla ricerca per la ALS e dovrete farlo anche voi!

Ice Bucket Challenge di gruppo: i New England Patriots

Ma la vera impennata è arrivata pochi giorni dopo, il 12 agosto, quando i New England Patriots hanno fatto una Ice Bucket Challenge di gruppo, pubblicando tutto su Vine, di proprietà di Twitter, e dando una bella spinta all’hashtag #IceBucketChallenge.

Dallo sport al mondo dell’IT il passo è stato breve. Mentre noi trascorrevamo il periodo di ferragosto tra spiaggia e montagna, il fondatore di Google e Facebook e di altre grandi aziende tech si lanciavano secchi di acqua gelata in testa e nominavano a loro volta altri personaggi famosi. Mark Zuckerberg ha tirato in ballo Bill Gates, contribuendo a dare un grandissimo risalto alla sfida.

Quando il fondatore di Microsoft ha accolto di buon grado l’invito di Zuckerberg e pubblicato il suo video su YouTube (ad oggi quasi 10 milioni di visualizzazioni) la Ice Bucket Challenge ha perso ogni controllo.

Jimmy Fallon, l’attuale conduttore del Tonight Show, ha fatto lo stesso durante una puntata del programma, coinvolgendo Rob Riggle, Horatio Sanz, Steve Higgins e i The Roots. Nel giro di poche ore, invito dopo invito, sfida dopo sfida, il numero dei video è cresciuto esponenzialmente e l’hashtag #IceBucketChallenge è diventato una presenza fissa sui principali social network.

E’ stato solo questione di giorni prima che la Ice Bucket Challenge uscisse dai confini statunitensi e arrivasse anche negli altri Paesi, Italia compresa. Ad oggi #IceBucketChallenge è fuori controllo su Twitter e Facebook, vi basta dare un’occhiata all’aggiornamento in tempo reale per capirne la vera potenza:


Chi ha inventato la Ice Bucket Challenge?

La paternità della sfida della doccia ghiacciata non è chiara, ma la versione che conosciamo oggi, quella promossa dalla ALS Association per raccogliere fondi per la ricerca contro la SLA sarebbe partita dal 29enne Peter Frates e pone le sue radici nello sport. Il giovane, residente a Beverly, in Massachusetts, e affetto da SLA da un paio di anni, ha chiesto a familiari e amici di partecipare alla sfida prendendo ispirazione dalla pratica che si faceva tra giocatori quando era il capitano della squadra di baseball di college di Boston.

La causa era ottima - la ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica - e il passaparola ha giocato un ruolo fondamentale. Dalla ristretta cerchia di amici e conoscenti a tutta l’area di Boston il passo è stato breve. E’ stato a quel punto che la ALS Association del Massachusetts è saltata a bordo, promuovendo la sfida e contribuendo alla sua diffusione nazionale e non soltanto.

Ice Bucket Challenge: funziona?

Se lo stanno chiedendo in tanti. Questa Ice Bucket Challenge sta funzionando davvero per raccogliere fondi per la ricerca contro la SLA o si è trasformata in una moda e in una sfida a chi ottiene più click? I dati ufficiali diffusi dalla ALS Association sono decisamente incoraggianti.

Dal 29 luglio scorso ad oggi, mercoledì 20 agosto, la sola ALS Association ha raccolto 31.5 milioni di dollari e sono arrivate sia dai donatori abituali che da ben 637,527 nuovi donatori. Numeri molto importanti, visto che nello stesso periodo, lo scorso anno, l’associazione aveva raccolto 1,9 milioni di dollari.

E in Italia?

Le associazioni italiane che si occupano di SLA non sembrano ancora aver abbracciato pubblicamente la causa né dato il loro supporto, ma è pur vero che la Ice Bucket Challenge è esplosa nel giro di pochi giorni e solo nelle ultime ore se ne è cominciato a parlare in modo pressante anche in Italia.

Per tutte le informazioni sulla sclerosi laterale amiotrofica e cosa fare per fornire il proprio supporto, vi rimandiamo alla pagina ufficiale dell'Aisla, l’associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica.


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