Oggi sul Sole 24 Ore un intervento di Carlo De Benedetti, che vi invitiamo a leggere integralmente, dal titolo ad effetto “Perché Google deve pagare i giornali”. Già: perchè?
Mi sono allora immerso nella lettura, nella speranza di trovare una risposta al quesito. Lo dico subito: non sono stato in grado di trovarla. Tanti argomenti, tanti “j’accuse”, ma nessuna risposta.
De Benedetti ci dona il suo pensiero a proposito del “First Click Free” e di Murdok, e ci racconta che “Big G si prepara a dare a ciascun utente, in ogni singolo momento e luogo, quanto gli servirà, a cominciare dalle news“. Che sia questo l’ “errore” commesso da Google? Chi può dirlo? Proseguiamo con qualche riga sullo strapotere di Google in fatto di server fino ad arrivare al “disprezzo assoluto (di Google n.d.r) per le norme locali su privacy e i diritti di proprietà intellettuale“.
Proseguiamo con il fatto che Google “guadagna (moltissimo) grazie ad AdWords, la pubblicità testuale a performance venduta con il sistema dell’asta istantanea“, quindi un serie di motivazioni sulla posizione dominante su internet.
De Benedetti finisce tornando su First Click Free:
… rivelatore della consapevolezza di un problema che c’è: come restituire valore ai contenuti informativi messi online dalle aziende editoriali, con costi crescenti, in modo da salvare l’informazione di qualità. È questa la partita in gioco. Ed è una partita di tale importanza che ogni mossa merita attenzione e rispetto. Vedremo se altri passi seguiranno.
De Benedetti ci racconta bene della posizione dominante di Google, e quindi della paura degli imprenditori che non sono riusciti a prendere al volo l’occasione rappresentata da internet. Da quello che leggo, però, non trovo un motivo spiegato per filo e per segno sul perchè Google debba pagare i giornali. Perchè come tutti sappiamo Google “toglie” (se vogliamo dar ragione a De Benedetti) ma nello stesso tempo “da”. Sarebbe lecito chiedersi, di fronte a questa disamina, quanto traffico arriva sui siti di Repubblica/Espresso/Kataweb proprio da Google ed in particolare da Google News.
Attenzione però, perchè in questo momento non stiamo parlando della “posizione dominante”, che meriterebbe ben più di un post, ma di un servizio specifico. Cos’è allora Google News? Qualcosa che va a ledere il “diritto di autore”? O semplicemente un “aggregatore” di news, che poi consente la lettura sul sito di chi ha scritto l’articolo? Perchè prima Murdoch e poi in scia De Benedetti, si sono scagliati contro il motore di ricerca? Come scritto da qualcuno di voi, basterebbe un semplice robot.txt per escludere i propri siti dalla ricerca e non avere più il “fastidio” di Google.
Concludo con un pensierino assolutamente personale. De Benedetti è andato piuttosto pesante con i propri giudizi ma perchè allora i siti di Repubblica (più tutti i quotidiani locali del gruppo), Espresso, Radio DeeJay, ecc ecc fino ad arrivare a tutto Kataweb, utilizzano le ricerche “enhanced by Google?”.
drive01
09 dic 2009 - 17:42 - #1questi giornalisti vorrebbero del denaro da google, ma sono troppo miopi per rendersi conto che se un giorno le loro entrate principali proverranno da google news piuttosto che dalla pubblicità interna ai loro siti, allora quel giorno google stessa farà il bello e il cattivo tempo decidendo le sorti di una testata piuttosto che di un’altra
ho cambiato ancora nickname e link
09 dic 2009 - 17:59 - #2“questi giornalisti vorrebbero del denaro da google, ma sono troppo miopi per rendersi conto che se un giorno le loro entrate principali proverranno da google news piuttosto che dalla pubblicità interna ai loro siti, allora quel giorno google stessa farà il bello e il cattivo tempo decidendo le sorti di una testata piuttosto che di un’altra”
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mavalà (direbbe qualcuno) …c’è un altro “paranoico” in giro?
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grazie al beeeeeep è mercoledi
09 dic 2009 - 19:33 - #3de benedetti dal basso del finanziamento pubblico ai giornali altrimenti chiudete tutti, fai una cosa….. taci che fai più bella figura.
mongol
09 dic 2009 - 19:40 - #4aggiungete che i siti di repubblica esportano feed rss, che non contengono pubblicità e quindi levano possibilità di guadagno… che controsenso…
govinda
09 dic 2009 - 19:58 - #5fin tanto che continuano a beneficiare di finanziamenti statali dovrebbero impegnarsi nel mettersi al passo coi tempi, piuttosto che raschiare il fondo del barile.
Sate
09 dic 2009 - 20:10 - #6Trovo Google news un servizio comodo (lo uso tanto), ben fatto e vantaggioso per tutti. Tutti gli argomenti proposti da De Benedetti sono discutibili.
Però se si sbaglia uno, non vuol dire che l’altro abbia ragione.
Onestamente penso che lo strapotere di Google nel mondo virtuale (e quindi anche in quello reale) sia un problema..
Gian Piero Biancoli
09 dic 2009 - 20:56 - #7“come restituire valore ai contenuti informativi messi online dalle aziende editoriali, con costi crescenti, in modo da salvare l’informazione di qualità”
Questa fa scompisciare dal ridere: da quando essere online è costoso? E’ il mezzo comunicativo a costo 0 per eccellenza ed è per questo che è rivoluzionario! Pubblicare filmati, tenere un blog (tantissimi dovrebbero essere presi da esempio di serietà e professionalità da molte testate gironalistiche), costruire una web radio o una web tv… tutto a costo 0 oppure minimo. (Certo che se uno paga 50 milioni di euro per fare Italia.it non ha capito niente di come funziona)
Inoltre l’informazione di qualità ormai è solo sul web, giornali e telegiornali riportano pedissequamente articoli e informazioni ripresi dalla rete.
Il problema vero è che le testate giornalistiche danno ancora spazio a vecchi dinosauri e fanno parlare De Benedetti solo perchè è amico del padrone e gli permettono di dire castronerie su castronerie. Google porta visite al tuo sito, non è certo un competitor, punto e basta. Svegliarsi e lasciare il posto a chi è più competente.
Salutoni a tutti e state benone
Sandro kensan
09 dic 2009 - 20:57 - #8DE benedetti e compani dovrebbero guadagnarsi i soldi e non succhiarli a Google.
ARGH2
09 dic 2009 - 23:07 - #9CISSà perchè ….ma non credo che rai tre farà trasmissioni di approfondimento su questo cialtrone paraculato che ha mandato in fallimento primissime aziende ed ancora oggi vive attaccato alla tettarella dello stato.
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se penso che PRODI …..GLI STAVA REGALANDO AL RINASCENTE……………
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MENO MALE CHE SILVIO C’E’
ARGH2
09 dic 2009 - 23:11 - #10PS
REPUBBLICA E L’ESPRESSO ……MICA LE HA COMPRATE…………….
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le aveva comprate Berlusconi
che ha dovuto cederle a questo signore ……..sotto pressione di CRAXI.
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altrimenti questo tizio non avrebbe nulla di nulla ….se non una serie di amicizie particolari a sinistra.
/V-
10 dic 2009 - 08:34 - #11ma perché non impediscono al crawler di google di indicizzare le pagine delle notizie se veramente gli lede cosi’ il business?
robot.txt, si puó fare piú o meno da quando esiste il web.
inoltre google news chiede GIÁ il permesso per indicizzare le notizie.
Com’é che con tutto ció non hanno GIÁ bloccato google?
o FORSE…
ma FORSE FORSE.
Che gli editori oramai subodorando la fine del loro modello di business marcio e parassitario stiano cercando di fare pressione per aggrapparsi e succhiare dalle mammelle di mamma google?
odino.ternaria
10 dic 2009 - 09:20 - #12fregnacce
Nik0
10 dic 2009 - 09:44 - #13Per la qualità dell’informazione che ci donano al giorno d’oggi… Dovrebbero essere loro a pagarci per i danni collaterali! Detto questo non capiscono che anche se riuscissero a far pagare le loro notizie in qualche modo, sul web sarebbe troppo facile trovare un modo per non pagare. Oltretutto nessuna azienda si sognerebbe di pagare per un servizio che è lei ad offrire, tantomeno google.
DaIvrea
10 dic 2009 - 10:36 - #14Ma gli date retta? Pensate a cosa è successo ad Olivetti…
ilux
10 dic 2009 - 12:29 - #15“come restituire valore ai contenuti informativi messi online dalle aziende editoriali, con costi crescenti, in modo da salvare l’informazione di qualità”
Qualità?!?!?!?!??!?!?!?!!??!?!?!?!? Ma dove cavolo la vedi la qualità!!!!!??!!!
Ho stretti conoscenti che lavorano per le “aziende editoriali” sul web e di qualità non hanno proprio nulla. Copia incolla di agenzie, video mediocri, capiredattori che tra le tette e problemi di politica estera scelgono le tette. Innovazione pari a zero….
………..il problema che gente come De Benedetti non conosce pre niente il libero mercato ma solo il cosidetto “premercato” ovvero attraverso il suo potere di lobbying modifica le regole prima del mercato a suo esclusivo favore……. è per gente come lui che l’ Italia non riesce mai a “crescere”.
mastahaze
10 dic 2009 - 12:54 - #16questo è fuori come un melone.
parla di cose che nemmeno conosce. ora, io non è che voglio fare lo gnorri ma mi sarei rotto le cosidette nel sentire ogni santo giorno persone completamente fuori dalle argomentazioni affrontate, ma che per potere acquisito hanno il diritto di sparare cazzate senza ritegno e per di più riescono ad avere pure l’attenzione dei loro mal informati colleghi.
Andiamo sempre peggio. anche qui potevano risparmiarsi una brutta figura. e invece no. hanno avuto per l’ennesima volta la faccia da deretano di DOVER per forza esporre il loro pensiero, ovviamente rendendosi ridicoli agli occhi dei più, i quali ovviamente sanno cosa usano e di che sta parlando il cialtrone dell’articolo.
Non se ne può più. questo su google e i giornali. brunetta il nano infame che spara a zero sulla banda larga. mah. e si che di roba da fare SERIAMENTE in Italia ci sarebbe anche… ma a ste persone, chi lo dice?
rabbrividisco a leggere certe cose.
jscm
10 dic 2009 - 17:51 - #17Beh! Mi esprimo anche io in maniera seria.
Sono d’accordo con chiunque dica che GOOGLE non deve dare soldi a NESSUNO per il servizio legato alle news che da esso ne deriva., anzi deve continuare a prosperare ed evolversi ancora.
E sono anche FORTEMENTE d’accordo con chi dice che i GIORNALI doverebbero dare dei soldi a GOOGLE per il solo fatto che esso esiste!!!.
Può darsi che siano state le chiome imbiancate dei giornali ad aver peccato di Superbia amara, denigrando e non cogliendo al balzo il grande potere editoriale che GOOGLE si portava e si porta dietro. Direi che sono loro gli artefici dei loro problemi e non è certo GOOGLE a doverne pagare il prezzo.
Saluti
jerry
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