Edward Snowden, le nuove rivelazioni: MonsterMind, il blackout in Siria, cyberwarfare contro la Cina

Edward Snowden offre nuove sconvolgenti rivelazioni sulle operazioni dell'NSA, tra cui un programma di cyberwarfare intelligente che attacca paesi stranieri senza controllo umano.

Immagini su Edward Snowden

Edward Snowden è stato intervistato a Mosca dal corrispondente di Wired James Bamford, a sua volta un whistleblower che ha rivelato comportamenti devianti nell’agenzia anni fa.

Durante l’intervista Snowden ha rivelato alcuni dettagli finora inediti tanto sulle operazioni della NSA, quanto su alcune delle sue armi. L’ex agente del controspionaggio statunitense, che a giorni compirà 31 anni, ha anche parlato brevemente della sua situazione di fuggitivo e delle sue preoccupazioni per il futuro.

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La vita di Edward Snowden oggi


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La famigerata talpa ha confidato di vivere da qualche parte in Russia, ma non ha fornito dettagli eccessivi sulla sua posizione geografica. Non stentiamo a credere che abbia ritenuto necessario tenersi sul vago - ma ha comunque confermato di uscire in pubblico, di tanto in tanto, di essere riconosciuto solo saltuariamente. Snowden fa la spesa al supermercato, entra nei negozi e dice di aver assorbito i primi rudimenti della lingua locale. Sappiamo che l'ex agente segreto evita le zone in cui vivono altri occidentali,, e che gli americani lo stanno cercando disperatamente, ma senza successo.

Snowden dice di essere tenuto sotto controllo da un team di hacker del proprio governo, ma che per il momento gli esperti informatici dell'NSA sono solo in grado di sapere che lui esiste e che comunica con l’esterno. La crittografia protegge il contenuto dei suoi messaggi e l’identità dei riceventi. Ma è solo questione di tempo: prima o poi Snowden farà un errore, o ci sarà qualcuno di più furbo di lui a occuparsi del caso e sarà intercettato e compromesso. Per ora gli Stati Uniti brancolano nel buio, nonostante il loro immenso desiderio di mettere le mani sul fuggitivo.

La “scia di briciole”


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Snowden ha anche rivelato di aver lasciato una sorta di “scia di molliche di pane” all’NSA, per far sapere loro quali sono i documenti compromessi e quali invece quelli che la talpa ha solamente “toccato” durante il periodo in cui ha sottratto i file allo scopo di rivelarli al mondo.

Questa “scia” aveva la funzione di garantirgli il tempo per mettersi al sicuro e iniziare il lungo periodo delle rivelazioni, ma in un mondo ideale l’NSA avrebbe dovuto capire e mettere assieme i pezzi per limitare i danni. Snowden però è dell’opinione che la NSA abbia fallito nell'impresa, e che quindi l'agenzia non abbia idea di quali documenti siano stati sottratti. Secondo il whistleblower il controspionaggio è sicuro che ci siano dei segreti esplosivi, ed è nel panico - ma Snowden non nega né conferma la presenza di simili super-rivelazioni.

Altri whistleblower?


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L’articolo di Wired sembra provare che esistano altri colleghi di Snowden che lo stanno usando come copertura per diffondere informazioni sulle attività dell’NSA senza farsi scoprire. Alcuni dei documenti pubblicati da giornali come Der Spiegel non fanno parte del suo fascicolo. Snowden si rifiuta di dire alcunché, ma si può dedurre che il collegamento ad altri whistleblower possa essere Laura Poitras, esperta di crittografia e documentarista. È uno dei primi giornalisti contattati da Snowden, e possiede una delle copie dei suoi dossier. Anche lei rifiuta di rispondere alle domande in merito.

Il blackout di Internet in Siria


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Nel 2012 abbiamo riportato di come la Siria sia stata tagliata fuori da Internet per ore. Oggi Snowden ha confermato che il blackout è stato opera dell’NSA: volevano hackerare un router, ma lo hanno mandato in crash senza rimedio. Il paese ha perso Internet proprio nella morsa della guerra civile, e Assad non ha avuto nulla a che fare con questo disastro. “Se ci scovano, daremo la colpa a Israele” - così scherzavano le spie della NSA quando si sono accorte del terribile errore, trovandosi incapaci di rimediare e timorosi di essere tracciati.

MonsterMind


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Snowden ha anche riportato dell’esistenza di un orribile, esiziale software per il cyberwarfare chiamato MonsterMind. Si tratta di un programma intelligente che sta tutt’ora venendo sviluppato dal controspionaggio a stelle e strisce. Il suo scopo è di intercettare i tentativi di infiltrazione e attacco tramite malware provenienti da un paese ostile e rispondere bloccandoli, poi attuare una rappresaglia automatizzata contro i perpetratori. Ci sono dei gravi problemi etici e pratici per quello che riguarda questo sistema di difesa

  • MonsterMind per funzionare deve monitorare costantemente le comunicazioni dei civili, e lo fa senza alcun mandato
  • Il programma funziona senza l’intervento di esseri umani e colpisce attraverso i network usati come schermo dagli attaccanti, arrecando gravi danni a innocenti, possibilmente in paesi che non hanno nulla a che fare con il conflitto
  • MonsterMind potrebbe facilmente scatenare una guerra vera, se indotto ad attaccare paesi aggressivi come Russia o Cina, anche in modo indiretto

Snowden sulla Cina


Il whistleblower ha anche parlato del suo periodo alla CIA e all’NSA, e di come ha analizzato a lungo gli attacchi dei famosi hacker cinesi. Gli statunitensi in questa spinosa trama internazionale non fanno a figura degli angioletti, come spiega Snowden:


    “Non è un segreto che noi hackeriamo i cinesi con estrema aggressività. Attacchiamo ospedali e università, strutture completamente civili e non militari o governative. Questo è preoccupante”.

I cinesi insomma, avevano ragione a lamentarsi di essere bersaglio di attacchi spietati: gli americani non sono meglio di loro.

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L’effetto di queste nuove rivelazioni


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Possiamo prevedere l’ennesima bufera mediatica contro la NSA e contro il governo Obama che ne ha usato le armi dell'intelligence senza alcuna remora.

L’esistenza di MonsterMind deve essere ancora digerita dall’opinione pubblica e dalla stampa, ma ora che se ne conosce la natura e la minaccia, risulta evidente che ci saranno serie ricadute. Questo software è pericoloso e dannoso, e non è ammissibile il suo uso in alcuna circostanza, a causa dei danni collaterali che potrebbe causare a terzi.

Per finire, i cinesi non rimarranno silenziosi. Ora hanno nuove cartucce al loro fucile: da sempre hanno detto di essere delle vittime, non gli hacker. Ovviamente i cinesi mentono, ma gli americani hanno perso il "vantaggio morale".

Snowden dal canto suo è tornato a svanire nell’immensa Russia. Sa di vivere con il suo tempo da “uomo libero” contato, ma si professa convinto di aver fatto la cosa giusta, e di non essere troppo interessato alla sua salvezza, ma piuttosto di aver fatto ciò che ha fatto per quella dell’anima del suo paese.

Foto | CC Flickr

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