Come ogni anno in questo periodo comincia ad aumentare la frenesia per i regali di Natale: manca sostanzialmente un mese alla ricorrenza e già i più previdenti hanno provveduto ai primi acquisti.
Prevedibilmente anche i rivenditori (normalmente in anticipo sugli acquirenti) si sono attrezzati e Google non è da meno: addirittura dal blog ufficiale la società di Mountain View ha elencato dei suggerimenti per l’uso del proprio motore di ricerca dedicato allo shopping. Ed effettivamente Google Product Search propone delle feature di tutto rispetto, a patto che abitiate negli Stati Uniti.
Sì, perché dai grandi magazzini ai piccoli rivenditori – passando per gli store online – le informazioni reperibili riguardano essenzialmente gli Stati Uniti (e probabilmente il Canada): nonostante Google Checkout, di cui si è già parlato in occasione dell’apertura, risulti attivo anche in Italia il tentativo di filtrare i risultati coi parametri locali del nostro Paese è del tutto ignorato dagli algoritmi di ricerca. Peccato.
BLOG sul Venture Capital in Italia
24 nov 2009 - 15:28 - #1siamo solo all’inizio, ma questo è un chiaro esempio del PERICOLO per la libertà del commercio che potrebbe rappresentare Google in futuro
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infatti, attraverso l’algoritmo (proprietario, segreto, inaccessibile e programmabile) del suo SE, potrà/può/potrebbe far visualizzare nei primi risultati (quelli che contano!) i prodotti di aziende sponsor, quelli che usano Checkout, ecc. e tutto senza che nessuno possa accorgersene e/o provarlo e/o impedirlo!
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24 nov 2009 - 15:32 - #2mano male che (notizia di oggi) qualcuno comincia a capire e a preoccuparsi del pericolo del monopolio globale di Google:
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/Internet-Catricala-istruttoria-su-Google-allargata-a-Google-Usa_4032977428.html
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salvia
24 nov 2009 - 22:23 - #3sage