Come abbiamo visto nel grafico Google Wave del post di oggi pomeriggio, ci sono due categorie di utenti di Google Wave: quelli che non hanno ancora un invito e quelli che ne hanno uno e non sanno come usarlo.
Uno degli usi “originali” di Wave (non credo che, per ora, ce ne siano però di altri tipi) di cui abbiamo già parlato insieme è quello di piattaforma per giochi di ruolo online. Questo video ce ne propone un altro: Google Wave come strumento per il customer service: l’assistenza alla clientela.
Salesforce, azienda che gestisce il customer service per conto terzi, ha addirittura scritto un’estensione per Wave in grado di automatizzare e migliorare alcuni servizi. Se solo qualche loro cliente avesse davvero Wave. Ma è solo l’inizio.
Il Conte Ignoto
23 nov 2009 - 19:50 - #1E’ semplicemente geniale. Un sistema del genere che mandi in “push” le soluzioni al cliente e riduca la necessità di un help desk umano è veramente fantastico.
Di contro, ritengo che l’ausilio sempre più spinto di tecnologie simili porti davvero ad un impoverimento delle facoltà mentali. Già il concetto di “ricerca” si riduce, nelle nuove generazioni, alla digitazione di parole chiave, con ovvio impoverimento delle capacità di ricerca vere e proprie. Se poi “serviamo” l’utente in modo così invasivo la situazione, a mio avviso, potrebbe seriamente diventare preoccupante. Imho!
gianniL
23 nov 2009 - 20:39 - #2hai proprio ragione ! qui diventeremo degli autentici automi !!!
fox82i
24 nov 2009 - 10:06 - #3E se invece stiamo assistendo ad una evoluzione del concetto di apprendimento tramite l’utilizzo degli strumenti informatici?
E’ innegabile il fatto che tante persone hanno aumentato il loro bagaglio di conoscenze con l’avvento di internet.
Forse è il caso che tutte queste conoscenze venissero catalogate e scartate quelle inutili o di nessuna rilevanza.. (un po’ del concetto di Wikipedia)