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Google lancia Commerce Search per i portali e-commerce

Pubblicato: 06 nov 2009 da Rosario

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Con le vacanze di Natale ormai alle porte, Google ha pensato a tutti quanti saranno coinvolti nella sfrenata corsa agli acquisti, sia dal lato del venditore che da quello dell’acquirente, lanciando il nuovo servizio Commerce Search.

Destinato ai gestori di siti e-commerce e per ora disponibile solo in inglese, Commerce Search offre ai negozi online la possibilità di inserire il proprio catalogo in quella che sembra a tutti gli effetti una parte del motore di ricerca Google, sfruttandone così la rapidità e l’efficienza nella ricerca degli oggetti da acquistare. Ogni rivenditore è inoltre in grado di fornire un determinato layout per la sua pagina su Commerce Search, personalizzandola così come se fosse il proprio sito web.

Punto nevralgico di Commerce Search è (come descritto anche nel video introduttivo) la statistica secondo la quale i potenziali acquirenti valutano in otto secondi la qualità di un sito di e-commerce, decidendo in tale lasso di tempo se proseguire o no nell’acquisto sulla piattaforma che stanno visitando.

Ovviamente il tutto non è gratis ma ha un prezzo per i rivenditori, basato sul numero di prodotti in vendita su Commerce Search e sulle ricerche effettuate sul sito su base annuale.

Via | The Official Google Blog

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2 commenti

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  • :::: ghostNASA ::::

    06 nov 2009 - 13:35 - #1
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    quando il servizio sarà diffuso, il valore delle informazioni raccolte sulle abitudini degli utenti, negli acquisti e sulle aziende preferite, potrebbe valere (e quindi essere vendute a chi paga per averle) cento volte di più delle informazioni raccolte ed elaborate da Google profilando gli utenti di tutti gli altri servizi, SE compreso

  • :::: ghostNASA ::::

    06 nov 2009 - 13:37 - #2
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    dimenticavo di dire che, poi, molti di questi miliardi di dollari di utili in più, saranno utilizzati dall’azienda “che non è evil” per riassumere i 10.000 contractors licenziati nel 2008 e per delle campagne di vaccinazione in africa (come fa già da anni l’odiato Bill Gates)