Nest diventa open e condivide i dati utente con Google: arriva il primo attacco hacker

Grandi novità per Nest dopo l'acquisizione di Google: il servizio diventa open, tra opportunità e grandi rischi

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Grandi novità per Nest e per i suoi utenti: dopo l'acquisizione da parte di Google, l'azienda ha deciso di condividere i dati della propria utenza con il colosso di Mountain View, consentendogli di migliorare notevolmente i suoi servizi anche in settori diversi da quelli che ci aspettiamo (la domotica, per esempio); al momento, non sappiamo bene quali saranno le novità del servizio, ma le certezze che abbiamo fanno ben sperare.

Nest Labs - come forse saprete - ha creato i termostati intelligenti e i rilevatori di fumo - uno di questi è stato reimmesso sul mercato proprio recentemente -: questi particolari dispositivi sono interfacciabili con gli smartphone e possono essere controllati in remoto; la novità di oggi, però, non sta soltanto nella comunicazione dei dati dell'utenza a Google quanto nel fatto che la piattaforma sia diventata open e potrà essere dunque sfruttata da sviluppatori e terze parti: manna dal cielo per Mountain View, visto che più utenti producono più guadagni con annunci pubblicitari correttamente impostati.

Nest diventa open, tra opportunità e rischi


Il fatto che Nest sia diventata open

permetterà a Jawbone di interfacciare il suo braccialetto con il termostato, e questo potrebbe consentire - sempre ipotizzando - di riscaldare la casa non appena l'utente si sveglia (parliamo di Jawbone ma possiamo parlare anche di Samsung Gear Fit: sono esempi e nient'altro).

La situazione, ovviamente, ha anche i suoi svantaggi: proprio quando è stata annunciata la natura open del servizio, un hacker - GTV - ha comunicato di aver preso il controllo del termostato attraverso una backdoor lasciata aperta in modalità recupero; insomma, aumentano i vantaggi ma aumentano di pari passo anche i rischi.

L'acquisizione di Dropcam


E non è finita qui per gli amanti della domotica: a queste belle novità dovete aggiungere anche l'acquisizione di Dropcam per 555 milioni di dollari; l'azienda acquisita - come forse qualcuno saprà - offre hardware e software per la videosorveglianza, e questo potrebbe consentire all'azienda, ovviamente in collaborazione con Google, di realizzare pacchetti e soluzioni completi per la gestione di tutta la casa: non solo micro, insomma, ma anche macrodomotica.

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La carne al fuoco è parecchia: speriamo che i fatti non deludano (e che si scongiuri qualsiasi altra intrusione indesiderata).

Via | The Wall Street Journal | Betanews

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