Terrorismo, le foto dei jihadisti in Siria e Iraq diventano virali grazie ai gattini

Al-Arabiya lancia l'allarme: la presenza online dei jihadisti in Iraq e Siria è sempre più massiccia anche grazie alle foto di gattini che vengono pubblicate dagli stessi.

ISIS-gattini


Internet e i gattini vanno a braccetto sin dagli albori e nulla è più virale della tenera immagine di un gattino arruffato. I meme si sprecano, i social network dedicati ai nostri amici felini spuntano come funghi e tutte le piattaforme sociali sono invase quotidianamente da cliccatissime foto di gatti.

Chiunque abbia navigato anche solo 5 minuti online si sarà accorto della potenza virale dei piccoli felini e da qualche tempo anche i jihadisti dell’ISIS, lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, da anni impegnati nella guerra civile siriana e in Iraq se ne sono resi conto.

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Non è raro imbattersi, infatti, in immagini di gatti e armi che arrivano direttamente dagli account su Twitter, Facebook e Instagram di alcuni dei terroristi membri dell’ISIS o vicini ad esso, una moda in ascesa che ha avuto una spinta grazie all’immagine diffusa qualche settimane fa dai ribelli, la foto del terrorista statunitense Moner Mohammad Abu-Salha, che nel maggio scorso ha compiuto un attentato suicida nella città siriana di Idleb, al confine con la Turchia, che stringe tra le braccia un gattino.

Abu-Salha era conosciuto anche come Abu Hurayra in onore di uno dei più fedeli compagni di Maometto, il tradizionalista così chiamato perché nella sua attività di pastore teneva con sé una gattina. Da qui il rinato simbolismo e, vista la presenza dei felini, l’inevitabile viralità delle immagini.



Al-Arabiya porta decine di esempi, decine di immagini di gatti immortalati insieme a bombe, fucili e mitragliatori con didascalie che accostano i piccoli felini a veri e propri jihadisti.

Da un lato ci sono le immagini che diventano che si diffondono online e diffondono così il verbo dell’ISIS, dall’altra il timore che queste foto potrebbero dare ai più facilmente impressionabili un’idea sbagliata su questo gruppo terroristico più vivo che mai e già colpevole di numerosi crimini contro l’umanità. Da qui gli allarmi internazionali.

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David Cameron, primo ministro britannico, proprio a proposito della percezione che i cittadini hanno o possono avere di questo gruppo terroristico ha precisato:

Nessuno dovrebbe avere alcun dubbio. Quello che vediamo in Siria e in Iraq in termini di ISIS rappresenta la più grande minaccia alla sicurezza della Gran Bretagna oggi.

Se vi capita di imbattervi in foto di gatti e armi, ora sapete che non ogni probabilità arrivano direttamente dai terroristi che da anni stanno spargendo sangue tra la Siria e l’Iraq, dove controllano importanti porzioni di territorio.


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