Scandalo privacy, governo inglese ammette di spiare l'utenza: non sarebbe illegale

Ancora scandalo privacy, e questa volta nel Regno Unito. Ma la situazione è più complicata di quanto possa sembrare

charless farr uk

Qualcuno sarà senz'altro sobbalzato dalla sedia alla lettura di questo titolo, ma i fatti sembrano stare proprio così: anche il governo inglese ha ammesso di aver spiato l'utenza attraverso i social network e lo ha fatto senza troppo timore, visto che tale comportamento sarebbe giustificato dalla RIPA, una legge del 200 sui poteri di sorveglianza degli organismi pubblici. Ma procediamo con ordine.

Il Datagate e Snowden non hanno certo fermato gli inglesi: Charles Farr, direttore generale dell'Office for Secuirty and Counter- Terrorism, ha spiegato che il programma "Tempora" per le operazioni di sorveglianza ha sistematicamente monitorato siti e piattaforme come Facebook, Twitter e Google; in un rapporto di circa cinquanta pagine, infatti, è stato spiegato tutto dopo l'azione legale congiunta di Privacy International, Amnesty International, Liberty, American Civic Liberties Union e molte altre associazioni residenti in Irlanda, Egitto, Ungheria, Pakistan, Canada e Sudafrica: proprio in questo rapporto si è parlato della RIPA, la cui presenza giustificherebbe proprio l'intervento del governo.

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In base alle disposizioni, infatti, tutti i rapporti fra i residenti in Gran Bretagna non possono essere monitorati; a differenza di quelli fra i non residenti, che, invece, devono esserlo obbligatoriamente: proprio in base a queste disposizioni, sarebbe legittima - sempre secondo Charles Farr - l'ingerenza del governo nei rapporti fra gli utenti; lo stesso Far, però, ha sottolineato che

"gli analisti sono esseri umani, hanno un lavoro da svolgere e dimenticheranno tutte le comunicazioni irrilevanti".

Ecco che fine ha fatto Edward Snowden!

Serviranno queste poche rassicurazioni?

Via | Privacy International.org

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