Google Fit: Google torna a interessarsi della nostra salute

Google Fit potrebbe essere svelato ufficialmente durante il prossimo Google I/O.

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Fallito il tentativo di sfondare le porte dell'healthcare con Google Health, l'azienda di Mountain View ha deciso di tornare in pista con Google Fit, nuovo servizio con il quale Google intende tornare a interessarsi della nostra salute.

Ne parla Forbes, secondo cui nello specifico Google Fit sarebbe stato concepito per raccogliere e aggregare i dati provenienti da fitness tracker e applicazioni legate alla salute: non ci sono naturalmente annunci ufficiali, ma il report punta dritto all'evento Google I/O, in programma per 25 e 26 giugno prossimi.

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Se confermato, Google Fit sarebbe la risposta diretta alla neoannunciata piattaforma HealthKit, svelata da Apple nel corso dell'ultimo WWDC della società di Tim Cook. Quest'ultima è a sua volta arrivata dopo Sami di Samsung, destinata a raccogliere i dati biometrici da applicazioni e dispositivi vari, come appunto dovrebbe fare Google Fit.

Google Fit sarebbe stata progettata per mettere a disposizioni delle app esterne le proprie API, fornendo così un set d'istruzioni per condividere informazioni: in arrivo anche un programma di partnership coi produttori di dispositivi indossabili, anch'esso previsto per Google I/O. Dalle parti di Mountain View non sono arrivati commenti ufficiali su Google Fit, che potrebbe arrivare come parte del prossimo aggiornamento di Android o applicazione separata.

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Come e quanto Google Fit potrà differenziarsi da Google Health resta dunque tutto da vedere. Nel frattempo, Derek Newell, CEO di Jiff, ha offerto il proprio parere sull'argomento:

"Google Health non è mai decollato perché gli utenti in realtà non vogliono aggregare i loro dati. Non l'hanno mai voluto. Quello che vogliono è informazione. Vogliono un senso, ricompense e un feedback continuo.

Ci sono tanti piccoli pesci, e nessuno standard per i dati. [Apple e Samsung] entreranno nel mezzo di tutto questo facilitando la raccolta dei dati, e aiutando gli sviluppatori a creare su di essa."

Google, a quanto pare, è intenzionata a fare lo stesso.

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