5 software che (forse) non useremo più tra 15 anni

Tra l'uomo e il software, tra 15 anni sarà tutto diverso da ora. O forse sarà più uguale di come si pensi: proviamo a immaginarlo!

emule

La tecnologia è in grado di sorprenderci in tantissimi modi: chi l'avrebbe mai detto, infatti, negli anni d'oro di IRC che i client per questo tipo di chat non si sarebbero più usati in tempi brevi? Anche se un manipolo di eroi resiste tutt'oggi, mIRC e affini sono stati rimpiazzati da altri servizi di instant messaging come MSN Messenger, che a loro volta hanno dovuto cedere il passo ad altri software e piattaforme.

Quello legato alla messaggistica è solo un esempio, ma facendo mente locale è possibile trovare tanti altri programmi che 15 anni fa usavamo assiduamente, e che invece ora sono poco più che un ricordo. Oggi vogliamo però giocare a guardare verso il futuro, provando cioè a immaginare quali saranno i software che non useremo più tra 15 anni, o che comunque vedranno un radicale cambiamento rispetto al modo in cui ne usufruiamo attualmente.

Partiamo con eMule e il panorama del peer-to-peer in generale, al quale ormai da tempo molti sono affezionati. Come sicuramente sapete, tramite queste piattaforme si può scaricare qualsiasi tipo di materiale, legalmente e non, causa quest'ultima delle tante battaglie delle major discografiche e degli studios cinematografici.

Il processo di cambiamento al di fuori delle aule dei tribunali si è rivelato un modo vincente di affrontare il problema: da qui a 10 anni immaginiamo quindi che le linee sempre più veloci, accompagnate da contenuti on-demand forniti da tecnologie sempre più avanzate, possano definitivamente (o quasi) risolvere il problema della pirateria informatica, permettendo a tutti di guadagnarci anche grazie a formule di abbonamento e consumo dei contenuti di tipo innovativo.

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