Google Adsense - CPC "Costo per Click": cos'è e come aumentarlo, cosa fare e cosa non fare

La nostra rubrica su Google Adsense parte dal CPC: scopri cos'è e cosa fare per aumentarlo, con ricadute positive sui tuoi guadagni

CPC google adsense

Iniziamo la nostra rubrica su Google Adsense partendo dalle fondamenta: cos'è il CPC, come si aumenta - se si può aumentare - e qual è la sua importanza ai fini del guadagno di tutto il blog? CPC vuol dire "Costo per Click" e il sito ufficiale di Google lo presenta così:

"Il costo per clic (CPC) è l'importo che guadagni ogni volta che un utente fa clic sul tuo annuncio. Il CPC di un annuncio è stabilito dall'inserzionista; alcuni inserzionisti possono essere disposti a pagare di più per ogni clic rispetto ad altri, a seconda del prodotto o servizio che pubblicizzano".

Il concetto è semplice da comprendere : l'inserzionista ha a disposizione un determinato budget e lo spende per delle campagne pubblicitarie, che poi sono quelle che mostriamo sul nostro blog (e che possiamo anche bloccare, filtrandole tramite le impostazioni dell'account). Il CPC si può calcolare attraverso una semplice operazione matematica: mettiamo il caso che abbiate guadagnato la bellezza di 100 euro in un giorno con soli 50 click, il CPC sarà pari a 100/50, cioè 2 euro (considerate che il valore è altissimo!).

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Come aumentare il CPC: contenuti a tema e di qualità


A proposito del valore del CPC, non aspettatevi, almeno agli inizi della vostra avventura coi blog, una cifra elevata: il CPC cambia in base all'argomento (i siti di gossip hanno un CPC molto basso, a differenza di quelli finanziari), ma anche in base all'anzianità del sito e anche alla qualità del vostro traffico (in genere queste ultime due variabili sono strettamente collegate). Il perché è presto detto: se l'investitore spende un budget e le sue somme non si convertono in acquisti - per esempio, clicco sul banner ma ci esco subito dopo - è normale che registra una perdita; per "qualità del sito", intendiamo, perciò, un sito che sia in grado di offrire ai lettori pubblicità adeguata alla tematica che tratta.

Facciamo un esempio: ho un sito che parla di fiori e piante; faccio bene se scrivo di rose, tulipani e annaffiatoi - perché la pubblicità sarà targhettizzata e magari qualcuno comprerà pure l'annaffiatoio pubblicizzato -, ma faccio male se parlo del Grande Fratello (cosa ovvia): potrebbe mai convertirsi in guadagno un click fatto su un banner televisivo in un sito dedicato al giardinaggio? Ovviamente, no (ammesso che qualcuno ci clicchi su e che quindi il CTR sia elevato). Insomma, l'obiettivo è targhettizzare il traffico, proponendo contenuti attinenti, approfonditi e corretti sotto tutti i punti di vista (se sono originali, meglio ancora).

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Smart Princing e posizionamento degli annunci


C'è un altro consiglio da tenere bene a mente: non posizionate gli annunci in modo tale da generare click ingannevoli, perché non ha senso e vi potrebbe costare caro. Il vostro obiettivo deve essere quello di offrire la pubblicità come complemento alla notizia - "Ah, che bello! Leggevo di queste rose e posso comprare i semi per farle crescere: wow!" -; non come sostituta. Quando vi va bene, infatti, l'utente se ne va indignato; quando di va male, incappate nello Smart Pricing: Google vede che i vostri annunci non generano entrate e vi abbassa il CPC al minimo (0.01 euro, per esempio) e poi per uscirne dovrete fare salti mortali. Occhio, ragazzi!

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Il consiglio finale, dunque, è quello di scrivere articoli a tema, approfonditi e piazzare le pubblicità in vista ma non in modo ingannevole: molte delle variabili che regolano il CPC non dipendono certo da noi, ma siamo anche noi a fare la nostra parte per il guadagno complessivo del blog. Buon lavoro!

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