Il Belgio vuole assoldare un super team statale per la cybersecurity

Non sono solo gli attentati alla sinagoga di Bruxelles a mettere sulla graticola il governo belga, ma anche un fallimento totale nella difesa dei servizi online nazionali.

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Il Belgio ha avuto un pessimo 2013, e sta vivendo un 2014 che non sembra affatto sereno, tra attentati e problemi politici il suo governo se la vede brutta. Può sembrare strano ma una delle urgenze che Bruxelles fatica di più a risolvere è l’istituzione di un nucleo di difesa informatica per impedire che i servizi vitali siano costretti a cedere alle offensive di hacker più o meno anonime.

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Il piano per restituire la sicurezza al Belgio informatico è iniziato in gennaio, e c'era motivo di agire in tutta fretta. Il paese ha subito negli ultimi 12 mesi una serie di incidenti incredibili, tra i quali l’abbattimento della telecom più grande del paese e 10 giorni fa la perdita del servizio di email del ministero degli esteri (tenuto a lungo chiuso per proteggersi da hacker russi o ukraini). Oggi siamo a fine maggio e i 10 milioni di euro stanziati sono più o meno congelati, senza un capo, senza un piano, senza una strategia - il progettato Centre pour la Cybersécurité Belgique è quiescente e non operativo.

Il progetto dovrebbe coinvolgere 10 esperti di sicurezza civili (i militari si stanno occupando dei propri problemi indipendentemente), ma l’authority delle telecomunicazioni statale, il servizio IT del governo Fedict e l’agenzia dei servizi di sicurezza VSSE non riescono a mettersi d’accordo su come rendere operativo questo striminzito manipolo di valorosi. Anche se non direttamente coinvolto, l’esercito belga è comunque della partita, ma non è meno impreparato a risolvere un problema che noi potremmo definire titanico:

Come possono 10 persone fronteggiare le minacce alla sicurezza informatica che un paese di 11 milioni di abitanti, membro di NATO, ONU e Unione Europea e centro nevralgico per la diplomazia e burocrazia dell’emisfero occidentale? La risposta ovvia è che non possono, e che nessuno è davvero disposto a prendere sulle spalle la responsabilità di un fallimento inevitabile. Simili agenzie in altri paesi, come la Gran Bretagna e la Germania, contano da 500 a 700 tra esperti, staff di supporto e amministrazione. La Francia è cronicamente scoperta con solo 230 impiegati mezzi morti di superlavoro.

La paga è poi letteralmente da fame se si pensa al volume di lavoro e responsabilità: €120.000 all’anno, quando gente con lo stesso livello di esperienza può trovare un lavoro che fa entrare nel conto in banca una somma 10 volte superiore. Insomma, il Belgio ha bisogno di un supereroe, non di un esperto di sicurezza informatica.

Via | Wall Street Journal

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