Dopo i recenti casi di hack e phishing, anche i più svogliati hanno iniziato a capire quanto sia importante aggiornare le proprie password.
Proprio oggi il Blog ufficiale di Gmail, riporta i soliti consigli su cosa fare e cosa non fare con le proprie password. Ovvero: non usare la stessa password per più siti, usare una password contenente lettere, numeri e simboli, non inserire dati “noti” come date di compleanno, non lasciare le password in bella vista o in “luoghi” non sicuri e, non ultimo, tenere sempre in funzione gli indirizzi email sui quali arrivano i messaggi di recupero password.
Detto questo, ecco una breve lista di generatori di password online per chi non riesce proprio a pensarne una da solo. Password Generator è il più semplice di tutti. Cliccate e verranno generate due password: una più semplice ed una più complessa, come nell’immagine di questo post. Password che ovviamente non userò mai…
Password Bird permette di generare la password partendo da un nome, una parola ed una data. Questi dati, che potete inserire a caso, servono per l’algoritmo che genera la password ed ovviamente non compaiono nella password stessa.
Con PWGen le cose si fanno più complesse. Si può scegliere la lunghezza della password, l’inserimento di maiuscole e/o minuscole, numeri e caratteri speciali.
Discorso analogo per PianoSicurezza dove potete scegliere la complessità delle password generate.
Se avete qualche timore sul fatto che le password siano “salvate” o meno da qualche parte, basterà utilizzare la password generata cambiando un paio di lettere o simboli.
orchite-acuta
07 ott 2009 - 14:53 - #1In realtà la questione sulla sicurezza delle password, soprattutto random (e maledettamente difficili da ricordare), è controversa. Così, rispetto alla lunghezza.
Tempo fa lessi un articolo piuttosto chiaro su alcuni miti da sfatare, non trovandolo più, lo metto online in .pdf, se a qualcuno può interessare.
Spero non sia un problema.
Parte1
Parte2
idrolitina
07 ott 2009 - 15:45 - #2@ orchite-acuta
Articolo interessante, tra l’altro mi trova in sintonia specialmente per quanto riguarda l’inutilità e la dannosità delle password randomiche (consigliate in questo post).
Oltre ad essere facilmente dimenticabili, sono anche meno sicure di una password più ricordabile, ma lunga.
Solo un paranoide convinto di essere circondato da telepatici può ritenere preferibile scegliere parole chiave casuali. Insomma una password come Makeit20@password.com (per citare il pdf) è preferibile a hdI90$tt.
gianlkr
07 ott 2009 - 18:02 - #3Si, ma è anche vero che piuttosto che mettere la data di nascita del figlio (tanto per dirne una) è meglio prenderne una casuale. In ogni caso, l’importante è non usare password banali. Il post voleva solo fare una panoramica sui vari tools online. Ciao!
skyler83
07 ott 2009 - 19:35 - #4è anche vero che contro la memorizzazione e la scelta delle password giocano i seguenti avversi, con cui mi devo scontrare ogni giorno causa lavoro, carta di credito, email:
password in cui sono obbligato a mettere almeno una cifra
password che devono essere lunghe almeno 6 caratteri
password che possono essere lunghe al massimo 8 caratteri (a volta pure insieme con la precedente) –> siamo nel 2009, ancora a corto di spazio??!!!
password solo numeriche
password che scadono e non posso riutilizzare
password che devo cambiare ogni 28 giorni
e a dispetto di tutto questo mi viene chiesto di scegliere password casuali, sempre diverse per ogni account, da ricordare a memoria???!!!
provate a fare 4 conti e a vedere quanti account avete in generale:
lavoro, email(s), homebanking, carta di credito, siti e forum, ebay & co., paypal, PIN dei bancomat, ecc ecc
mi chiedo seriamente… chi li usa davvero i generatori di password?
orchite-acuta
09 ott 2009 - 20:09 - #5“Si, ma è anche vero che piuttosto che mettere la data di nascita del figlio (tanto per dirne una) è meglio prenderne una casuale.”
Non c’è dubbo, ma esistono alternative tra i due estremi. Una password come “IQf6Vtqn”, da screenshot, ha lo stesso senso di un captcha.
Il miglior generatore di password, continuo a pensare che sia la nosta testa.