In base a una storica decisione della Federal Trade Commission americana (l’ente governativo che tutela i consumatori) i blogger d’oltreoceano dovranno dichiarare a partire dal 1 dicembre eventuali connessioni con le aziende, compresi soprattutto eventuali compensi e/o benefici ottenuti da parte di queste per scrivere le recensioni dei loro prodotti.
Non a caso la decisione è stata definita storica in quanto era dal 1980 che la Commissione non rivedeva le proprie linee guida su questo tipo di materia, coprendo tra l’altro per la prima volta nelle proprie regole anche la blogosfera. Chi dal 1 dicembre dovesse essere scoperto nel non rispettare le regole potrà avere una multa salata fino a 11.000$ (più di 7.500€).
Immediate le proteste degli addetti ai lavori, secondo i quali sarebbe stato il caso per la F.T.C. di lavorare più a stretto contatto con l’industria, arrivando a un punto di comune accordo. Dall’altro lato è pur vero che spesso alcune situazioni non sono molto chiare e può essere un bene confermare la fiducia tra blogger e lettori con i fatti.
Via | NYTimes.com
::: ghostNASA :::
06 ott 2009 - 12:16 - #1.
se questa regola (giustissima) e la relativa multa (salatissima) venisse applicata (davvero, non come quella sulle cinture di sicurezza) anche in Italia, ne vedremmo delle belle… :)
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Fox82i
06 ott 2009 - 14:49 - #2Mi pare corretto,
almeno così si può capire quanto il mondo blogger frutta soldi!
N1ghtm4r
06 ott 2009 - 18:09 - #3ma la stessa cosa non dovrebbero farlo anche le riviste allora?
orchite-acuta
06 ott 2009 - 20:36 - #4Convergerei su tutta la linea. Ci sono blog (e certamente riviste) che non conoscono vergogna nel proporre malcelati “consigli per gli acquisti”.
Nella stragrande maggior parte dei casi, non è così difficile rendersene conto- ma una multa per eccesso di questa pratica e mancata trasparenza, non mi dispiacerebbe
::: ghostNASA :::
06 ott 2009 - 23:14 - #5.
basterebbe che, giornali, TV e blogs, avessero, se non l’onestà, almeno la decenza di scrivere, in un angolo delle loro markette (su carta, video o bit) la parola “pubblicità” o “telepromozione” o “articolo redazionale”
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comprendiamo tutti benissimo che, fare dei giornali (o anche dei blog) costa, quindi, è giusto che ci siano anche degli articoli di palese recensione di servizi e prodotti, però, per favore, che almeno, TV, giornali e blog, non prendano per il cu*o chi legge
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