Facebook, italiana bannata dal social network per la foto di un bacio gay

Carlotta, 28 anni, è stata bandita da Facebook per aver postato una foto a supporto della Giornata Mondiale contro l'Omofobia. Il social network nega che si tratti del motivo.

BRAZIL-GAY-PARADE

Una donna italiana si è vista sospendere il proprio account di Facebook dopo aver postato la foto di una coppia di donne che si baciano.

Carlotta Trevisan ha 28 anni, e ha una figlia di 6. Dopo aver digerito l’ondata di fastidio e indignazione per la rappresaglia contro la sua immagine che “viola le politiche di Facebook sulla nudità e pornografia”, la donna si dice preoccupata per il futuro della sua bambina. “Ho 28 anni, posso combattere, ma cosa sarebbe successo se la stessa foto fosse stata postata da una ragazza di 16 anni, come si sarebbe sentita?”. Carlotta ha postato l’immagine incriminata per celebrare la Giornata contro l’Omofobia e la Transfobia, e l'ha condivisa nel suo profilo personale, non in una pagina pubblica del social media.

Approfondisci su Queerblog: Facebook e la censura di un'utente italiana per la foto con un bacio tra donne

"Censura" su Facebook, è questione di segnalazioni


Va qui chiarito bene come funziona il meccanismo che induce Facebook a sospendere o bloccare un utente. Di per sè il social network non ha alcun interesse a leggere i nostri profili e guardare i nostri contenuti, ma agisce su segnalazione da parte di qualche utente. Nel caso di Carlotta, di sicuro è stato qualcuno dei suoi "amici" che le si è rivoltato contro: purtroppo alcuni di essi hanno commentato negativamente l’immagine, e almeno uno di loro deve averla segnalata a Facebook. Qualcuno degli operatori che controlla queste "denunce" ha preso la faccenda sul serio, notificando a Carlotta l’ordine di “desistere” e di ritirare l’immagine. La Trevisan non ci è stata, e ha postato una seconda immagine con un bacio tra due ragazze - ed è stata bannata per tre giorni.

Facebook ha cercato di placare le critiche, dissociandosi con rimarchevole velocità dalle scelte dell’operatore, rimasto ovviamente anonimo:


    “[…]Come è lecito aspettarsi, talvolta facciamo un errore e blocchiamo un contenuto che non avrebbe dovuto essere censurato. Comprendiamo come questo possa essere frustrante per la gente quando capita un errore, come in questo caso”

Facebook fa presto a dire che si tratta di un errore, tuttavia i suoi precedenti in fatto di censura sono tutt’altro che cristallini. Esattamente un anno fa Facebook aveva promesso più severità nei controlli, e aveva segnato sin da subito un clamoroso autogolo, bloccando la pagina di un attivista contro il sessismo in Australia.

LEGGI: Facebook blocca una pagina di attivisti contro il sessismo

Se procediamo a ritroso nel tempo di un altro anno, troviamo anche di peggio. Nel 2012 il social network aveva sollevato un vespaio di polemiche per la tendenza a eliminare le foto che ritraevano l’allattamento al seno dei neonati, come se questo processo del tutto naturale fosse qualcosa di disdicevole e riprovevole.

Facebook contro le foto di mamme che allattano al seno, la censura è ridicola e solleva polemiche

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