BlackShades: operazione in larga scala contro il cybercrime, arrestate circa 100 persone in 16 nazioni

100 persone arrestate, più di 500 case perquisite e 16 nazioni coinvolte: i numeri dell'operazione contro BlackShades.

Anche se i numeri sembrano ancora un po' incerti, le fonti sembrano concordare tutti su un'operazione in larga scala condotta in queste ore contro i criminali informatici, che avrebbe portato circa 100 persone a essere arrestate attraverso 16 diverse nazioni, con ben 359 abitazioni perquisite dalle autorità congiunte in uno sforzo globale.

Al centro dell'attività ci sarebbe il software BlackShades, usato dai malintenzionati per prendere il controllo da remoto di mezzo milione di computer: come spesso accade con tool di questo tipo, Blackshades permetterebbe anche di registrare le sequenze dei tasti premuti, rubare password e ottenere accesso a file personali.

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blackshades

In alcuni casi, i malintenzionati avrebbero usato BlackShades anche per prendere possesso delle fotocamere, ormai di serie sui PC moderni, per spiare gli ignari possessori del computer infetto. L'annuncio è stato effettuato nel corso di una conferenza a New York, dalla quale emerge che l'uso principale sarebbe ovviamente stato quello di rubare soldi, spesso attraverso l'invio di note di pagamento ai malcapitati.

In termini di numeri, come dicevamo si parla di 359 case raschiate in 16 diverse nazioni, sia in Europa che in America: La Stampa parla di 13 denunce anche in Italia per furto di dati. Il creatore di BlackShades, lo svedese Alex Yucel, è già in stato d'arresto dal mese di novembre in Moldavia, in attesa di estradizione.

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Secondo le stime, BlackShades (che è a tutti gli effetti un software a pagamento) avrebbe generato un volume d'affari di oltre 350.000 dollari tra i mesi di settembre 2010 e aprile 2014, mentre per quanto riguarda i soldi rubati usando il programma non ci sono dati certi. L'attività investigativa su BlackShades ha avuto origine da un'altra operazione dell'FBI, chiamata "Operation Cardshop," all'interno della quale le autorità hanno creato un finto sito di compravendita di numeri di carte di credito.

Via | Reuters.com

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