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In Gran Bretagna si discute sul futuro della pirateria online

Pubblicato: 29 set 2009 da PG

In Gran Bretagna si discute sul futuro della pirateria onlinePochi giorni fa abbiamo pubblicato la notizia secondo cui gli investimenti contro la pirateria, vicini ai 365 milioni di sterline all’anno, siano ben superiori agli effettivi danni provocati dal download illegale nei confronti dell’industria musicale.

Di diversa opinione è il direttore generale della BPI (British Phonographic Industry), Geoff Taylor, secondo cui queste cifre potrebbero essere esagerate. Infatti Taylor ha affermato che, da febbraio ad oggi, una società antipirateria ha monitorato e raccolto gli indirizzi IP di 100.000 utenti presumibilmente coinvolti in attività illegali di file sharing e clienti del provider BT.

Secondo Taylor è vergognoso che un provider importante come BT non faccia nulla per limitare questo problema e che gli ISP non possono sottrarsi alle loro responsabilità. Se si utilizza un servizio per violare la legge, è giusto prendere delle misure per salvaguardare un business.

BT ha risposto a queste accuse dichiarando che per molti anni la società è stata tra le poche ad offrire un servizio in Regno Unito, e che lo stesso avrebbe potuto essere utilizzato per infrangere qualsiasi altra lette. Tuttavia nessuno, tranne l’industria musicale, si è lamentato così tanto negli ultimi anni.

E’ chiaro invece un altro aspetto: l’industria musicale in Inghilterra non vuole seguire lo stesso cammino della RIAA negli Stati Uniti, ovvero intraprendere azioni legali contro gli utenti, e quindi sta facendo di tutto per convincere gli ISP ad intervenire.

Tuttavia gli ISP non vogliono fungere da “boia”, tanto più che non esiste una materia legale adatta al caso. Per cui ora tutte le attenzioni sono sul Governo che dovrà decidere cosa fare.

Via | Torrentfreak.com

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Kommy

    Kommy

    29 set 2009 - 11:05 - #1
    1 punto
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    “Se si utilizza un servizio per violare la legge, è giusto prendere delle misure per salvaguardare un business. ”

    Come dire che se dei rapinatori utilizzano la metropolitana, facciamo che chiudere tutta la linea. Ma che razza di discorsi sono?

  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    29 set 2009 - 14:29 - #2
    0 punti
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    @Kommy

    Esatto!

    La cosa che non piace alla BPI è che gli ISP fanno business vendendo banda, la stessa banda che viene usata per scaricare (e qui da noi lo dicevano anche nelle prime pubblicità dell’ADSL!).

    Se la BPI riuscirà a far riconoscere una certa colpevolezza agli ISP, allora questi si muoveranno per non prendere multe, limitando per quanto possibile le perdite dovute a gente che disdice i contratti per passare a ISP più permissivi.

    Alla lunga forse è l’unico modo che hanno per combattere la pirateria. Beh ci sarebbe anche quella di tagliare i costi di CD, DVD accompagnata da una selezione accurata di cantanti e gruppi. Insomma c’è veramente bisogno di lanciare e mantenere in vita 50 gruppi tutti uguali?

    Ma la vedo mooooolto improbabile quest’ultima.

  • Profilo di brewis78

    brewis78

    29 set 2009 - 16:11 - #3
    0 punti
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    @Kommy: beh, se il 99% degli utilizzatori del servizio (si parla di P2P, etc..non di “navigazione”, mail, ftp, im, voip, etc) ne fa un uso NON legale direi che si, è corretto chiudere il servizio nell’impossibilità di arginare il fenomeno attraverso altri canali.

    Per fare un parallelo con il tuo esempio, se nella metropolitana il 99% degli utenti fossero identificato come “ladri” sarebbe opportuna una riflessione e una chiusura del servizio.

    Detto questo capiamoci…il “bloccare” da parte di un ISP il P2P (o similari) è abbastanza inutile per l’utente esperto, si troveranno altri protocolli, altre tecnologie per scaricare materiale protetto…ma questo al politico poco importa e cmq penso avrebbe un riscontro molto più pesante sull’utente poco esperto almeno per un certo periodo di tempo fino a quando il nuovo sistema diventerà abbastanza noto e famoso per tutti.

  • Profilo di ice

    ice

    29 set 2009 - 17:27 - #4
    0 punti
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    le mayor vogliono continuare a campare di rendita
    Sono arrivati ad innalzare i diritti d’autore portandoli da 30 a 100 anni
    perchè si vengno a creare delle nuove forme di rendita da passare di generazione in genrazione
    queste forme di rendita bloccano il progresso culturale
    detto questo ci sono decine di ricerche che dimostrano come la pirateria p2p non crei danno alle mayor
    in quanto l’appassionato che vuole comprarsi la canzone se la compra originale, gli altri se la ascoltano da radio o volendo si accontantano della qualità scadende di un radio-rip
    io non ho MAI acquistato musica, solo 1 cd a 14 anni per verificare che lo stereo nuovo funzionasse (non esistevano ancora i cd-r)
    ma poi io non ascolto musica se non la radio al pc o in auto
    anche se magari per conto di amici ho scaricato qualche gb di discografie complete….
    quindi nel mio caso il p2p non crea nessun danno alle mayor…della musica
    per il resto uso il p2p come “memoria” storica di qualche trasmissione tv meritevole e che magari ho perso e qualcun altro proprio perchè meritevole ha messo in condivisione
    a questo aggiungo che a parte gli adolescenti smaniosi ho decine di amici oltre i 30 con linee fastweb che usano appena appena per controllare la posta a casa….

  • Chriz

    30 set 2009 - 11:51 - #5
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    Ha detto un parola fondamentale BUSINESS, si sentono controllare le fondamenta e per questo hanno paura.

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