NSA inserisce backdoor nei router fatti in USA?

L'accusa di inserire backdoor rivolta ai cinesi di Huawei era piuttosto circostanziata: l'abbiamo scoperto oggi, visto che sono venute alla luce delle prove che gli americani fanno lo stesso.

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Per anni gli USA hanno guidato una crociata contro le apparecchiature per la connettività made in China, accusandole di inserire delle backdoor per aiutare i propri hacker di stato, sostenendo che i router fatti da Huawei e dagli altri integrano tutti delle funzioni di backdoor.

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L’ironia della sorte è che dai dossier trafugati da Edward Snowden è appena venuta alla luce un’operazione simile: l’NSA è responsabile dell’inserimento di bug e backdoor nei router fatti in USA. Ma mentre gli Stati Uniti generavano un’aura di paranoia montata ad arte contro i router cinesi, al punto di costringere Huawei all’abbandono del mercato statunitense, allo stesso tempo sono proprio le apparecchiature americane quelle che sarebbero state da evitare.

Un'operazione ben rodata ed efficiente


Secondo un documento del 2010, proveniente dal capo del Dipartimento definito “Access and Target Development”, le spedizioni di router, server e device di network vengono intercettate (o semplicemente ricevute) prima di essere esportate all’estero.

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Una volta fra le mani del controspionaggio, le apparecchiature vengono estratte dall’imballaggio, aperte e modificate con tool adatte a intercettare il traffico, poi vengono reimpacchettate, e il sigillo di fabbrica viene nuovamente applicato. Possiamo dedurre che l’NSA ormai sia esperta nel packaging!

I device buggati dall’agenzia sono capaci di compromettere il traffico di interi network, e di consentire una corsia di preferenza per l’invasione dei terminali dei singoli utenti. Queste cimici sono costruite in maniera meravigliosamente intelligente, e sono studiate per “telefonare a casa” una volta collegate, in modo da dare la possibilità al quartier generale dell’NSA di capire se la loro installazione è stata utile o meno.

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Ora resta da porsi qualche domanda interessante: impedire l’installazione di router e apparecchiature cinesi è motivato dal desiderio di diffondere il più possibile i propri router carichi di sistemi di sorveglianza, oppure l’NSA ha capito quali sono i mezzi usati dai loro rivali orientali, ma si è astenuta dalle spiegazioni tecniche per impedire che qualche astuto esperto di elettronica compromettesse le cimici americane grazie a queste informazioni specifiche?

Ora sono piuttosto curioso sull’evoluzione di questa faccenda. Sono certo che nelle prossime settimane ci saranno decine di ingegneri e appassionati provenienti da tutto il mondo pronti a smontare i propri router per cercare i dispositivi inseriti dall’NSA, per poi diffondere i propri risultati su Internet.

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