La lotta contro il file sharing è diventato un problema importante e ci sono governi e associazioni antipirateria in tutto il mondo, che stanno cercando delle soluzioni per arginare la pirateria online.
Un giornalista del “The Mirror” ha condotto un’inchiesta sui costi delle promozioni antipirateria e della lotta contro il file sharing, arrivando alla conclusione che la guerra contro il P2P costa più dei danni economici causati nei confronti delle etichette discografiche.
Infatti, mentre gli investimenti degli ISP per sconfiggere il P2P costeranno nel 2009 circa 365 milioni di sterline, le perdite dell’industria musicale saranno “solo” di 200 milioni di sterline. Se questi dati venissero confermati, verrebbero a cadere gran parte delle motivazioni che oggi spingono a combattere la pirateria con i mezzi classici.
C’è sicuramente qualcosa di sbagliato nei sistemi che gli ISP adottano in questo caso, ed è errata anche la convinzione che ogni brano scaricato sia illegale, così come pure l’accanimento contro la tecnologia P2P, che di per sè non ha nulla di illegale, tranne l’uso che ne fanno gli utenti. L’industria musicale spesso riceve, dalle campagne antipirateria, dei danni all’immagine, mentre la guerra contro il P2P potrebbe condurre gli ISP e i governi ad una corsa agli armamenti tecnologici per scovare gli utenti che trovano nuovi sistemi per agire nell’anonimato.
Via | Torrentfreak.com
oceanoweb
23 set 2009 - 10:09 - #1E allora se costa troppo combatterla significa che la devono smettere di fare crociate che costano più del Serchio ai lucchesi !
Se vogliono combatterla veramente abbassino i prezzi : c’è la crisi , la gente sta a pezzi e questi con i miliardi si lamentano !!!
Ma dove siamo ?
tritorrrr
23 set 2009 - 10:30 - #2ahahahahaha
Peppone^2
23 set 2009 - 11:01 - #3 (nascondi)Ciò che tipicamente si scarica tramite P2P non costituisce un bene di prima necessità. Costa troppo? Non lo si compra! (Preciso che anche io ritengo certi prezzi eccessivi, ma non stiamo parlando del pane o della pasta, ma di sotware, musica o videogiochi).
Detto questo, trovo assurdo anche il comportamento della controparte, cioè delle case discografiche, che chiedono risarcimenti assurdi (quindi non valutando ad esempio ogni singola canzone per il suo valore effettivo, spesso di 0,99 dollari, ma a cifre con ben più di uno zero!). E diciamoci la verità, chi scarica lo continuerebbe a fare anche se i prezzi si dimezzassero.
sotomaior__
23 set 2009 - 11:42 - #4Era ora che qualcuno se ne accorgesse, ora facciamo un bel disegnino agli ingoranti e avidi delle case discografiche per farglielo capire una volta per tutte…
Al rogo la siae e tutti gli enti inutili mangiasoldi.
kkX
23 set 2009 - 12:48 - #5Tralasciando tutto il resto da analizzare che richiederebbe ore…
Quanto è demente il giornalista che ha condotto l’indagine?
Gli ISP investiranno 365 milioni nel 2009, i cui “benefici” si vedranno anche negli anni a venire, quindi 200 milioni quest’anno, si fanno diventare 100 nel 2010, in quattro anni si è già “guadagnato” 400 milioni, quindi si è in attivo sull’investimento iniziale…
winkiller
23 set 2009 - 13:35 - #6Ok, anche io sono per lo scambio libero, o per lo meno equo. Però quest’articolo mi pare un po’ sibillino: le perdite delle case discografice si ripetono ogni anno mentre le spese per combattere la pirateria immagino che rappresentino un costo una tantum.Le modifiche sulle reti degli ISP non devono essere ripetute ogni anno, di conseguenza basta fare 2 conti elementari per capire che (se i dati corrispondono a verità) la major hanno comunque un ritorno nel giro di 2 anni.
Mi sembra anche abbastanza ridicolo che l’autore dell’articolo cerchi di spacciare le case discografiche per degli integralisti, disposti a perderci dei soldi pur di poter annientare i pirati: svegliatevi, è business, mica religione!!
Ad ogni modo, ritengo che sia giusto condividere sul P2P, almeno fino a che il più pezzente dei discografici potrà permettersi con 4 canzonette di guadagnare come un operaio o impiegato in 10 vite.
vendaval
23 set 2009 - 16:14 - #7I grandi vecchi delle case discografiche sono rimasti ai tempi delle vacche d’oro e nel capitalismo selvaggio non concepiscono i cali in percentuale rispetto all’anno precedente. Vogliono sempre più, quindi anche se fatturano miliardi, ma è meno rispetto al precedente periodo……sono in crisi!
La musica la puoi registrare alla radio, in tv, come si faceva negli anni 70/80, si possono organizzare gruppi di acquisto, l’usato, il noleggio ecc ecc…..non c’erano queste lotte contro la registrazione fatta in casa dato che i ricavi salivano di anno in anno…..anche se debellano la cosidetta pirateria online non torneranno a salire i loro grafici economici.
E’ una lotta tra Pirati, da una parte chi prende senza pagare e dall’altra chi prende troppi soldi :)
H30
23 set 2009 - 16:59 - #8Pirati!!
GovindA
23 set 2009 - 19:26 - #9non si vive solo di beni di prima necessità… Musica, arte, cultura, informazione dovrebbero essere accessibili più facilmente e da tutti. Prima del P2P si compravano i CD tarocchi e prima ancora si ricorreva alle musicasette. Quando si impone un sistema che non funziona queste sono le conseguenze.
MattSpeen
23 set 2009 - 22:21 - #10Io rimango della mia idea che finchè scarico qualcosa che non pagherei mai (poichè il costo del singolo mp3 o video è praticamente 0), non creo alcun danno a chi lo produce. Non lo sto rubando (che poi sia illegale è un’altro discorso). Per cui calcolare le perdite delle major sul numero di download illegali è totalmente errato.
brewis78
24 set 2009 - 08:35 - #11Io non so che conti ha fatto questo “giornalista” o che conti fanno alcuni di voi. Esistono (e ne conosco molte) persone che non acquistano NULLA o quasi, al massimo il 5-10% di uqello che “consumano” (parlando di giochi, software, musica, video).
Adesso ditemi se è norlmale e se vale al regola che un download non corrisponde a una perdita. Ma dai.
Forse in alcuni casi si. Anche io a volte mi scarico delle cose (quache brano o dei software) che sicuramente non acquisterei mai a “scatola chiusa” o addirittura mai per varie ragioni. Ma resta il fatto che l’80-90% di quello che “consumo” lo acquisto regolarmente.
E’ pieno (basta girare un po’ di siti) di gente che ha PSP moddata, XBOX moddata, che in un anno acquista 2-3 CD e 4-5 DVD, etc e si vanta di non spendere un euro!!!
Questi (che sono la maggior parte) creano il danno agli artisti/sviluppatori, alle case e indirettamente a noi!
Fox82i
24 set 2009 - 08:38 - #12Sinceramente non me ne frega niente se le major piango… per colpa loro i gruppi musicali paesani sono costretti a pagare una sfilza di solidi per tutta una serie di diritti del menga…
Alla faccia dei paladini della legalità e della libertà di esibizione…
Se falliscono meglio: tanto c’è sempre qualcuno che suona o canta! Se non si vogliono evolvere l’unica strada che possono percorrere è quella dell’oblio e dell’estinzione (la famosissima legge sull’evoluzione..)
Rikstyle
24 set 2009 - 12:29 - #13Finchè un album di 12 canzoni continuerà a costare 20 e rotti euro per quanto mi riguarda continuerò come ormai faccio da anni a scaricare musica.
Chriz
24 set 2009 - 21:40 - #14Lo dico anche qui, ripeto per la miliardesima volta sono finiti i tempi d’oro di Thriller e dei 50 e passa milioni di copie vendute, c’è ancora qualcuno che non lo ha capito.
power instinct
15 gen 2010 - 14:16 - #15È evidente che la società attuale sta per collassare basta vedere tutti i opinioni che lasciano le persone sul fatto della pirateria Audio video e informazioni.
Tutti vogliono tutto e nessuno o quasi e disposto a capire tutto il lavoro che c’è dietro. Ma allora non lamentiamoci delle disoccupazioni di non trovare lavoro perche cosi può solo peggiorare, avete ragione a dire che i proprietari delle case cinematografiche, discografiche e editori hanno un mucchio di soldi ma non sono formati da un singolo individuo ma da tutta una serie di persone che lavorano per loro nel mondo una lista troppo lungo da elencare fino ad arrivare al venditore che ha contatto con il consumatore.
Chi pensa solo a ottenere le cose in maniera illegale senza mai spendere un soldo ha contribuito ha mandare pian piano a casa tutte queste persone che lavorano migliaia o milioni che siano finche non falliranno del tutto quindi niente più lavoro e non riuscirà mai a toccare realmente i super ricconi. Perche la prima cosa che faranno e licenziare i lavoratori o vedere i negozi che chiudono.
Se si va avanti cosi non ci saranno più film ne musica (aspettatevi che qualcuno canti per strada o.0) e informazioni e quanto altro. Direte tanto che me ne frega!! Finche non ti toccheranno a te in prima persona a dire non c’è lavoro non c’è soldi. Penserete come può accadere bè basti pensare alla crisi economica che ha causato le banche americane per il fatto del collasso immobiliare. Solo per un collasso immobiliare nei U.S.A. a causare un tale crisi economica in tutto il mondo fino ad arrivare costringere molte aziende a chiudere e milioni milioni di licenziamento in vari settori. Il fatto e che il mondo e globalizzato tutto si collega da un settore ad altro. Lascio voi a immaginare il dopo.