
Secondo uno studio piuttosto scioccante svolto da due studenti del MIT di Boston, basta analizzare la composizione della lista di amici che un individuo abbia su Facebook, per poterne indovinare l’orientamente sessuale. Soprattutto in caso di omosessualità.
Anche in presenza di filtri privacy che rendono impossibile la visualizzazione di altre informazioni sulle abitudini e i gusti personali di una persona che ancora non conosciamo, la sola disamina dell’elenco dei contatti può essere utile quanto un outing.
Carter Jernigan e Behram Mistree hanno scandagliato 1500 profili di loro colleghi studenti (di cui conoscevano l’orientamento sessuale), fino a poter elaborare un piccolo software che può predirre l’omosessualità di un individuo solo a partire da algoritmi che prendono in considerazione la proporzione fra contatti etero e gay nelle loro liste. Questo esperimento, che potrebbe presto essere pubblicato su una rivista scientifica specializzata, secondo i due rappresenterebbe l’inizio di una nuova frontiera per i web marketers che basano le proprie campagne sulla sessualità dei propri target.
Personalmente, a me sa più che altro di una boiata pazzesca.
Gianni.
21 set 2009 - 13:28 - #1I nostri comportamenti influenzano le nostre scelte e le nostre attitudini ne sono influenzate a loro volta. Per fare un esempio, due gemelli alla nascita sono identici in tutto e per tutto, ma nel corso delle loro vite ognuno dei due farà delle scelte (volontarie o che gli verranno imposte) che permetterà di distanziarsi dal comportamento dell’altro fratello.
L’idea di un algoritmo che sia in grado di prevedere l’orientamento sessuale di una persona è teoricamente applicabile. Il fatto che, poi, l’algoritmo funzioni, beh, è tutto di vedere.
ZeL
21 set 2009 - 13:33 - #2Immagino la complessità dell’algoritmo:
public boolean isGay(int num_amici_gay, int num_amici_etero){
if(num_amici_gay > num_amici_etero)
return true;
else
return false;
}
MetalSho
21 set 2009 - 13:37 - #3Un +1 a Zel!
X-D
liongalahad
21 set 2009 - 13:50 - #4….e downloadblog, il 21 settembre 2009, toccò ufficialmente il fondo.
Le campane suonino a morte
MentalAdmin
21 set 2009 - 14:23 - #5sono daccordo con zel!XDXD
travisb
21 set 2009 - 14:28 - #6ma in questo blog è vietato pubblicare notizie interessanti oppure sono proprio gli autori a non starci con la testa?
abel23
21 set 2009 - 15:39 - #7Una bella botta di razzismo….. @travisb sono gli autori alla frutta…. XD
Rikstyle
21 set 2009 - 15:59 - #8che cazzata…
non mi meraviglia comunque che questo blog (con tutto il rispetto per i blog) ne abbia parlato.
orchite-acuta
21 set 2009 - 16:06 - #9“Personalmente, a me sa più che altro di una boiata pazzesca.”
Figurati a noi.
Basta con Facebook, è il sonno della mente, questo è scientificamente provato.
Tanto chi lo usa non ha certo voglia di leggersi articoli: pochissimo tempo e grossi limiti mentali.
oceanoweb
21 set 2009 - 16:52 - #10Concordo con ZeL , i due studenti del Mit hanno utilizzato un algoritmo “molto complicato” !!!
Idiocracy se lo meritano e alla grande : questi due quali altre scioccanti studi daranno alla luce ?
Helix
21 set 2009 - 17:08 - #11Come ogni cosa basata sulla statistica, questo algoritmo non sarà mai infallibile… Prendiamo, che so, Roberto Cavalli (etero) che, lavorando nella moda, avrà tra gli amici moltissime persone del suo ambiente (in buona parte omosessuali) e molti interessi condivisi con la popolazione gay, quindi cosa succederà?
nonnevalelapena
21 set 2009 - 18:34 - #12immagino che una ragazza con la maggioranza di amicizie femminili sia considerata lesbica!!!!
biodegradabile
21 set 2009 - 18:39 - #13un ragazzo con la maggioranza di amici dello stesso sesso, potrebbe anche avere delle difficoltà a relazionarsi con l’altro sesso e non essere per forza gay!!!
friulodino
21 set 2009 - 19:20 - #14 (nascondi)il feed a downloadblog è da eliminare…ma per la gente che commenta!
N1ghtm4r
21 set 2009 - 20:42 - #15redazione, ma un bel faceblog.it che ne dite, potrebbe essere un’idea? non dovrebbe costare molto…
Ale04
21 set 2009 - 23:19 - #16Chi non conosce, taccia.
Facebook permette di impostare l’orientamento sessuale. Quindi il parametro è l’orientamento sessuale impostato dalle persone, non il loro sesso.
E l’esempio di Roberto Cavalli calza proprio a pennello. Non è gay, ma ha molti interessi in comune con loro, ergo per chi fa marketing è assimilabile ai gay e quindi un ottimo target per un certo tipo di campagna pubblicitaria.
Questi 2 studenti sicuramente faranno più soldi di tutti voi che state qui a prenderli per il c*** e a fare i saccenti. Anche con un algoritmo semplicissimo. A far gli algoritmi son buoni tutti, mentre applicarli al contesto giusto e sfruttarne le potenzialità è roba da pochi.
Con ciò, questa non è l’invenzione del secolo, ma sappiate che c’è chi ha costruito un impero economico sui loghi dei Nokia 3210 o sulle suonerie polifoniche e l’sms dell’oroscopo al mattino…
_Alex_\
21 set 2009 - 23:27 - #17Algoritmo complicato… bah… hanno fatto la scoperta dell’acqua calda. Io sono gay e tutti i miei amici gay e io stesso abbiamo più amici gay rispetto a quanti ne possa avere un etero. E’ così anche nella vita reale, è raro che un ragazzo etero abbia più amici gay reali di quanti ne abbia uno gay. Ovviamente parlo della maggior parte dei casi, e quindi questo “complicato algoritmo” può fallire benissimo. Io stesso molto spesso arrivo a capire se qualcuno è gay guardando quanti amici gay ha o se ne ha qualcuno in comune con me, non ci vuole la scienza in questo.
gio'
22 set 2009 - 20:48 - #18Questo articolo è l’ennesima dimostrazione di come facebook sia un anti-privacy per eccellenza, di come chiunque possa usare anche solo parte delle tue informazioni per capire chi sei.