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In Brasile un giudice si scaglia contro un programma Peer-to-peer

Pubblicato: 20 set 2009 da PG

In Brasile un giudice si scaglia contro un programma Peer-to-peerAnche il Brasile si scaglia contro il peer-to-peer e mette al bando la condivisione illegale di file. L’azione legale, lanciata dalla APDIF due anni fa, ha portato al blocco di un famoso programma di condivisione. La APDIF è l’associazione di tutela del diritto d’autore in Brasile, e recentemente si è unita alla Anti-Piracy Association of Film and Music (APCM), insieme ad etichette come EMI, Sony, Univesal e Warner.

Il sito sotto accusa è iPlay.com.br, sito controllato dalla società Cadare Information Technology Ltd. Il sito si occupava di distribuire un software chiamato K-Lite Nitro che permette agli utenti di scaricare file attraverso diverse reti, tra cui Gnutella, OpenFT e Ares.

Il giudice, a febbraio, decise che, invece di bloccare del tutto il software, questo avrebbe dovuto comprendere un sistema per filtrare i contenuti protetti da diritto d’autore. I gruppi antipirateria hanno fornito immediatamente un elenco di 4 milioni di brani da filtrare.

Tuttavia il caso andò avanti, fino ad arrivare al 25 agosto, quando la corte è giusta alla conclusione che, poichè il sistema di filtraggio si è rivelato inefficace, ogni sito che avrebbe fornito supporto a K-Lite Nitro avrebbe commesso un reato punibile con una pena tra i due e i quattro anni di carcere.

Secondo Omar Kaminski, avvocato e curatore di un blog di informatica, con questa logica ogni sito in Brasile che offre supporto o pubblicità ad un software P2P sarebbe soggetto ad una condanna.

Anche la società che sviluppa K-Lite Nitro è convinta che il programma, di per sè, non è illegale, in quanto è possibile utilizzarlo per fini legali. Come sempre, vale la regola che un programma P2P non è illegale, come pure la tecnologia, ma è l’uso che ne fanno gli utenti che va contro la legge sul diritto d’autore.

Attualmente il programma K-Lite Nitro è stato rimosso dal sito iPlay.com.br, ma è ovvio che questa sentenza è davvero unica per il Brasile.

Via | Torrentfreak.com

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • friulodino

    20 set 2009 - 12:36 - #1
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    Han ragione porca vacca! Finche è illegale va perseguita!

  • H30

    20 set 2009 - 17:32 - #2
    0 punti
    Up Down

    Pirati!

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