
Ogni volta che Google muove un passo è naturale che nascano delle polemiche. Google è un gigante di Internet e come qualsiasi gigante, è difficile da nascondere. Una delle recenti polemiche che ha investito Google riguarda il suo servizio Google Books, che sta raccogliendo da anni i libri di tutti il mondo in una specie di biblioteca online.
In molti si chiedono quale sia lo scopo di Google. Si sa che lo scopo di Google è quello di indicizzare tutte le informazioni del mondo, ed è ovvio che queste informazioni comprendano i libri. Ai tempi degli antichi egizi tutto il sapere del mondo si trovava nella biblioteca di Alessandria: può valere oggi lo stesso ragionamento?
Google dichiara che tutto questo è per “il bene dell’umanità”: tutto il sapere sarà un giorno a disposizione degli utenti e questo espanderà le frontiere della conoscenza umana. Dan Clancy, architetto capo di Google Books, afferma che Google Books è paragonabile all’invezione della stampa di Gutenberg.
In pratica, Google sostiene che tutto ciò che riguarda questo servizio è pura filantropia. Peccato che non tutti siano d’accordo con questo pensiero.
Molti concorrenti di Google stanno storcendo il naso, in particolar modo siti come Amazon che rappresentano un punto di riferimento per gli editori di tutto il mondo. Inoltre sono in molti a considerare quello che sta facendo Google, cioè scansionare i libri, come un comportamento illegale.
Al centro di tutta la polemica vi è, come al solito, la battaglia sul diritto d’autore. Spesso Google ha copiato molti libri ancora coperti da copyright, senza preoccuparsi di chiedere un permesso. La contesa legale scoppiata nel 2005 si è conclusa con un accordo complicato che prevede il risarcimento da parte di Google in cambio della promessa da parte degli editori di non citare il gigante della ricerca in futuro.
Via | Guardian.co.uk
Tuttavia la questione rimane sempre aperta e la domanda probabilmente è senza risposta. Google Books è una forma di filantropia o un sistema di pirateria?
Peppone^2
31 ago 2009 - 11:30 - #1La legge è legge: se esistono diritti di copyright e limitazioni varie, questi vanno rispettate e Google deve pagare. E questo anche se le leggi del diritto d’autore andrebbero riformate… dura lex sed lex.
E adesso lasciamo spazio a Ghost XD
XHAOZ
31 ago 2009 - 11:43 - #2che cambia dall’andare in biblioteca? invece del prezzo per la consultazione Google guadagna in pubblicità o evidentemente in altri modi altrimenti starebbe in perdita
thor767
31 ago 2009 - 13:58 - #3in biblio io posso consultare qualsiasi libro disponibile da questa…con google books faccio l ostesso
Rikstyle
31 ago 2009 - 16:55 - #4Ma nel 2009 è diventato faticoso anche andare in biblioteca?
tezla
31 ago 2009 - 17:12 - #5il sapere disponibile on line è una buona cosa, pero’ cio’ non dovrebbe valere solo per google ma per tutti.
il diritto d’autore non va riformato, va abolito a favore di una nuove legislazione adatta ai tempi.
penso a meccanismi semplici e trasparenti che quantifichino la retribuzione degli AUTORI in base al numero di download reali ed altri parametri da studiare.
di fatto la vicenda piratebay è stata un’ottima occasione perduta.
abel23
01 set 2009 - 02:35 - #6Io preferisco il libro pieno di polvere….. XD
Moderatore
01 set 2009 - 16:12 - #7Cari lettori,
stiamo cercando di migliorare l’ambiente di conversazione del blog e per questo inizieremo a moderare non solo le offese palesi e plateali ma anche alcuni dei commenti più nocivi per l’atmosfera della community: quindi commenti senza motivazione alle opinioni, commenti negativi in maniera esagerata e gratuita, off topic e battibecchi tra lettori che non seguono il filo del tema e pensano di chattare in pubblico, cose dette mille volte che generano flame ormai noiosissimi, cose di questo genere.
Grazie per l’attenzione e buona lettura.
GovindA
09 set 2009 - 12:57 - #8Già… e i Sumeri a loro tempo preferivano le tavolette di argilla.^^