Facebook e l'anonimo: allo studio funzioni per emulare SnapChat e Reddit

Facebook sta lavorando per sviluppare un servizio o una serie di servizi anonimi in stile SnapChat o Secret? È quasi sicuro che sia così, ma i problemi da risolvere sono molti.

Facebook cerca una maniera per gestire alcune nuove funzioni per l’anonimato: la decisione pare davvero controintuitiva per il social network, che negli ultimi anni ha cercato con alterni successi di convincere un miliardo e passa di utenti a iscriversi e condividere informazioni con il suo vero nome.

Sarà forse stato il caso Snowden, o magari si tratta del successo di servizi che messaggiano in segreto come Whisper (che Facebook ha cercato di comprare per 100 milioni di dollari), ma il mondo è decisamente cambiato in questi dieci anni. Da un Internet adolescenziale e selvaggio, in cui la gente si collegava con pseudonimi e usava social media primitivi e caotici come MySpace, oggi ci ritroviamo con un mondo intero di comunicazione a disposizione, un vero motore per l’economia in cui non è più tanto facile sparire e in cui gli utenti bramano la libertà dell’anonimato - e forse sono disposti a pagare per ottenerla.

La testata online Re/Code sostiene che Facebook sia intento a investire in questo mercato, ma per farlo dovrà risolvere una serie di problemi tecnici e di immagine.

Anonimato nel Social Network per eccellenza


whisper

Facebook sta già cercando da mesi di trovare una maniera per consentire il login anonimo alle app della sua piattaforma, una funzione che renderebbe possibile creare un servizio come Secret o il succitato Whisper.

Allo stesso tempo, se guardiamo ad app come Facebook Paper, possiamo leggere tra le righe un certo interesse a creare una community che commenta in libertà notizie e vignette, come c’è ad esempio su Reddit. Si tratta di motori di traffico e business molto potenti, Il primo passo per conferire tale libertà, tuttavia, sarebbe proprio quello di liberare gli utenti da un login con il proprio vero nome, che è la caratteristica fondamentale di tutto ciò che Facebook rappresenta.

Questa divergenza granitica dal mondo del login con il nome reale e di persone reali online è già avvenuto per Facebook, in un certo senso. Con l’acquisizione di Instagram prima e di WhatsApp poi, la corporation possiede dei servizi distaccati dal suo corpo principale, in cui l’utente può fare login separatamente.

Risulta evidente, a questo punto, che Facebook stia cercando una maniera per creare armonia tra questi servizi separati, e donare agli utenti una maniera per sentirsi più liberi di identificarsi o meno, ma senza costringerli a uscire dal suo grande ombrello. Il fallimento dell’acquisizione di SnapChat è un segnale importante che testimonia quanto Facebook ritenga vitale espandersi nella direzione dei social media anonimi, ma la strada sarà lunga.

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