Facebook, la scuola le controlla il profilo e lei vince una causa da 70mila dollari

Da che parte state? Ha fatto bene questa scuola a pretendere la password di Facebook da una sua studentessa?

Quanto accaduto in America a una studentessa avrà sicuramente aperto un dibattito a livello giuridico: la ragazza, infatti, è stata costretta dalla scuola a fornire la propria password Facebook dopo aver parlato male di una dipendente che controlla i corridoi della scuola, accusandola di essere "meschina" e di aver scambiato delle effusioni in chat con un ragazzo della sua classe. Cose che accadono - starete pensando -, ma che a qualcuno potrebbero non andare giù. A livello legale, però, cosa c'entra la scuola? La donna non avrebbe dovuto ricorrere ad altri mezzi per scoprire cosa avesse realmente scritto Riley Stratton?

Ecco che la liceale del Minnesota ha fatto causa alla scuola ed è risultata pure vincitrice: sono 70mila dollari di danni che le saranno versati direttamente dal distretto scolastico; soldi con i quali ha deciso - a quanto pare - di pagarsi lezioni private e università, dopo che un comportamento del genere l'ha talmente imbarazzata da spingerla ad abbandonare la scuola:

"Ero così imbarazzata che sono scoppiata a piangere", ha dichiarato a Star Tribune, che l'ha subito intervistata.

La risposta del dirigente scolastico


facebook a scuola

La Aclu, Associazione americana per le libertà civili, si è subito occupata del caso, difendendo Riley:

"Molte scuole pensano che, solo perché con i social media è diventato più facile sapere cosa fanno i ragazzi, si possa punirli per quello che dicono fuori dalla scuola", queste le parole Wallace Hilke, avvocato della ragazza.

Nessuna scusa, invece, da parte del dirigente scolastico:

"Qualcuno pensa che gli istituti scolastici si spingano troppo oltre, ma vogliamo rendere i ragazzi consapevoli che le loro azioni possono essere dannose, anche fuori dalla scuola".

Da che parte state?

Via | Il Messaggero

  • shares
  • Mail