Dropbox blocca i file "pirata", molto allarme (per nulla) su Twitter

Durante il weekend un allarme si è diffuso su Twitter: Dropbox ha bloccato la condivisione di un file i cui contenuti erano protetti da copyright, e gli utenti hanno temuto che i loro drive virtuali su cloud fossero soggetti a monitoraggio. Non è così.

Nella notte tra sabato e domenica all’improvviso una voce si è diffusa su Twitter rapida come un incendio estivo: Dropbox blocca i contenuti protetti da copyright inviando una notifica DMCA agli utenti che li hanno conservati sul proprio drive virtuale.

Da questa notizia, vera solo in parte, si sono scatenate le speculazioni, e si è persino detto che Dropbox esamina i nostri file, spiando i contenuti come Microsoft fa con la sua posta (e peraltro, come sembra faccia con OneDrive, ma non a caccia di contenuti pirata). La verità, come spesso capita, è molto più semplice e molto meno inquietante.

File sulla blacklist


Più o meno tutte le aziende in America e in gran parte del mondo che vive online devono attuare una determinata serie di procedure preventive per impedire che le forze dell’ordine facciano un raid presso i loro server per sequestrare tutto e comminare multe stratosferiche.

Il blocco dei contenuti che ha scatenato il panico su Twitter era il frutto di una procedura molto semplice, e simile in tutta la rete: Dropbox esamina i file che ci scambiamo a caccia di contenuti che sono stati segnalati come pirata, e per identificarli usa l’hashing.

Un hash è una stringa generata da un software apposito, che se analizza un file specifico produrrà sempre e solo lo stesso codice. Questo vuol dire che un contenuto avrà sempre lo stesso hash, anche se viene copiato e spostato da un PC all’altro. Se l’hash viene inserito in un elenco (chiamato blacklist), Dropbox o qualsiasi altro servizio possono esaminare i trasferimenti e bloccare le copie di un particolare file. Questo processo non ha nulla a che fare con gli effettivi contenuti di un file, ed è anonimo. Dropbox di fatto non ha idea di cosa stiamo cercando di condividere, ma lo bloccherà comunque.

Inoltre, va detto che Dropbox non esamina i file conservati sul cloud nel drive virtuale, solo i trasferimenti. I link che gli utenti si passano sugli instant messenger vengono disattivati, insomma.

Una considerazione finale: non solo Dropbox agisce nei termini di legge, ma che è costretto a farlo dalla legge stessa. Come ha detto a più riprese Woz, è il prezzo di usare il cloud.

Via | Techcrunch

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