Microsoft, "Scroogled" continua ad attaccare Google e Gmail

Microsoft non si dà pace e continua a finanziare la sua campagna di marketing anti-Google, questa volta sulla radio inglese

Microsoft non molla l’osso, e continua imperterrita nella sua campagna Scroogled anche se appena uscita da un terremoto mediatico dovuto alla sua abitudine di esplorare le mail di Outlook.com durante le indagini sui leak.

È davvero dura accusare qualcuno di spiare le mail a fini commerciali dopo aver ammesso (come se fosse la cosa più naturale del mondo) di poter guardare nella corrispondenza elettronica di chiunque, tutto per “ragioni di sicurezza” che nulla hanno a che fare con la sicurezza degli utenti esaminati . Eppure lo spot radiofonico che Microsoft ha deciso di trasmettere in Inghilterra è un attacco diretto a Gmail e Mountain View, rei di esaminare le mail per presentare pubblicità personalizzata agli utenti.

”Pig latin”


Si tratta di una pubblicità piuttosto divertente. Inizia con uno speaker che parla in latino inventato, del tutto incomprensibile.

E dopo di questo, continua così:


    “Il latino maccheronico potrebbe essere duro da capire, ma è probabilmente ciò che vi serve se volete usare Gmail, perché Gmail legge ogni parola delle vostre mail per vendere ad”.

Il messaggio, insomma, sembra chiarissimo. Qui in Italia non sarebbe ammissibile una stoccata diretta come questa, ma in Inghilterra le regole sono decisamente più permissive. L’authority britannica che esamina le pubblicità ha ricevuto due reclami sul contenuto di questo ad, ma dopo l’esame dello stesso ha dato il via libera. Le proteste sostenevano che questa pubblicità era ingannevole, dato che anche Microsoft analizza i contenuti delle mail.

L’authority ha però ascoltato la difesa di Microsoft, che sostiene di scansionare le email solo perché dà la caccia a malware. Nessuna particolare menzione del fatto che Redmond esamina anche le mail degli utenti per proteggersi dai leak - saranno anche dei casi speciali, ma oggi come oggi risulta davvero dura dimenticarsene.

Via | The Guardian

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