Hacker Ucraini abbattono due siti NATO per protestare il referendum in Crimea

Il referendum in Crimea si è svolto in un clima che è decisamente poco tranquillo, e anche sulla Grande Rete ci sono stati episodi di protesta, come per esempio un attacco DDoS al sito della NATO.

Per protestare contro il referendum avvenuto in Crimea, alcuni hacker ucraini sono riusciti ad abbattere due siti della NATO: il sito primario e quello del suo centro per la difesa informatica (ironia della sorte).

Il gruppo in questione si chiama Cyber Berkut, e ha rivendicato l’atto senza troppe cerimonie, sostenendo di essere riuscito anche nell’intento di abbattere il sito dell’assemblea parlamentare NATO.

La settimana scorsa abbiamo avuto modo di sentire il parere di Eugene Kaspersky sul coinvolgimento statale nei continui disservizi, attacchi e atti di cybercrime che si continuano a verificare tanto in Russia quanto in Ucraina e altrove. Il parere del boss del famoso produttore di antivirus è che non c’è nessun governo e nessun militare alle spalle di queste azioni, portate a termine da gruppi di hacktivisti o peggio ancora di “hacker mercenari.

cyber-berkut

Cyber Berkut è solo una delle tante schegge impazzite che fanno la voce grossa nella regione, ed è anche responsabile per gli attacchi a una serie di siti russi - Anche se l’abbattimento del sito del Kremlino di qualche giorno fa è da attribuire a una branca russa del solito Anonymous.

Nonostante l’opinione di Kaspersky, sappiamo bene che Putin non è rimasto con le mani in mano, facendo oscurare siti di notizie non allineati alla politica estera del suo governo, e anche i blog dei dissidenti. C’è modo e modo di fare cyberwar, e quello usato dal presidente russo è particolarmente violento e diretto.

Via | The Verge


    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.
  • shares
  • Mail