Unreal Engine 4 su Firefox, Mozilla dà una dimostrazione video

Firefox come piattaforma di gaming? Sembra strano ma è teoricamente possibile, e senza troppi sacrifici sulle prestazioni, anche in giochi che usano una sofisticata grafica 3D.

Mozilla aveva già dimostrato l’anno scorso che l’Unreal Engine 3 era in grado di girare all’interno del suo browser Firefox, e questa volta è tornata alla carica con una dimostrazione ancora più eccezionale: ecco il nuovo Unreal Engine 4 che gira tranquillamente in un browser con una velocità e un’efficienza vicine a quelle native, senza bisogno di alcun plugin.

Il “miracolo” è stato reso possibile dalla libreria grafica WebGL 3D e da asm.js, un’engine JavaScript derivato da quello originale che aumenta esponenzialmente la velocità delle applicazioni. Il codice C e C+++ è stato compilato tramite Emscripten, un “transcompilatore” che trasforma il linguaggio da quello nativo a JavaScript.

Per darvi un’idea, l’Unreal Engine che gira sotto Firefox è quest’anno capace di andare al 67% della velocità del suo codice nativo, un risultato spettacolare che rende il browser open source perfettamente capace di diventare una piattaforma di gaming piuttosto ricca senza troppi sacrifici - buone notizie, visto che da qualche mese Firefox è incapace di salire nelle quote di mercato.

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Mozilla ha infine promosso Monster Madness di NomNom Games come primo videogioco a sfruttare l’accoppiata tra Unreal Engine 3 e asm.js. Secondo il CTO della software house, infatti, è stata necessaria poco più di una giornata di lavoro per creare un porting completo del gioco da eseguibile indipendente a gioco per il browser da usare direttamente sul web. Questo ha decretato un successo immediato, perché chiunque ha potuto raggiungere Monster Madness e giocarci subito senza alcuna difficoltà e senza installare nulla.

Lo step evolutivo a Unreal Engine 4 sarà un ulteriore stimolo per queste trasposizioni oppure addirittura per iniziare a pensare ai primi giochi commerciali in 3D pensati appositamente per Firefox.

Via | Ars Technica

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