Mt. Gox, hacker violano i server per cercare di provare la frode da parte del CEO

Un gruppo di hacker particolarmente bellicosi ha invaso i server di Mt. Gox a caccia di prove del comportamento fraudolento del CEO Mark Karpeles, e hanno pubblicato tutto quello che hanno trovato.

Un gruppo di hacker ha aggredito e violato i server di Mt. Gox a caccia di informazioni sul comportamento del CEO Mark Karpeles, per poi pubblicare tutti i dati trovati (un mega archivio da 716 megabyte) sul sito personale dello stesso dirigente del bitcoin exchange.

Domenica gli stessi hacker non hanno certo trattenuto i pugni, prendendo il controllo dell’account di Reddit di Karpeles per pubblicare una tirata carica di accuse, in cui dichiaravano che Mt. Gox ha di fatto trattenuto segretamente una percentuale di quei bitcoin che aveva dichiarato rubati.

I contenuti del file


Tibanne CEO Mark Karpeles At Mt.Gox Bitcoin Exchange And Bitcoin Images

Il raid nei server di Mt. Gox contiene molti dati interessanti. Non c’è sicurezza ovviamente che si tratti di informazioni reali, anche se le prove includono degli screen scattati dagli hacker durante il procedimento di infiltrazione e vari dati sensibili come l’indirizzo di Karpeles.

Assieme al resto c’è anche un foglio elettronico con i dati di oltre un milione di operazioni di scambio monetario e i libri contabili di Mt. Gox in 18 diverse valute. Questi ultimi dati sono forse i più interessanti, perché secondo gli hacker rivelano che il sito possiede ben 951.516 bitcoin, una cifra piuttosto consistente alla luce della dichiarazione di Karpeles di aver perso i soldi che gli utenti conservavano nel wallet online di Mt. Gox a causa di un attacco hacker.

Il commento colorito da parte dei cybercriminali è piuttosto candido: “That fat f*** has been lying!!”, che tradotto in italiano suona come “Quel grasso bastardo ci sta mentendo!!”. I file sono spariti dal sito di Karpeles e i messaggi sono stati cancellati da Reddit (violavano le regole della community per ovvie ragioni).

Sospetti


C’è davvero qualcosa di sospetto dietro alla faccenda Mt. Gox. Tutti i bitcoin sono collegati per loro stessa natura a una blockchain, un registro che ne annota i movimenti. Non è possibile trasferire bitcoin senza che tali spostamenti vengano registrati sul blockchain, anche se si tratta di movimenti anonimi.

Ed è proprio qui che la rabbia della community e le azioni degli hacker trovano la propria motivazione: Mt. Gox ha detto di essere stato alleggerito di 850.000 bitcoin, ma non c’è stato nessun movimento di tale entità.

C’è davvero qualcosa che non va.

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