Giornalista dice di aver scovato Satoshi Nakamoto, l'inventore dei Bitcoin - Ma l'uomo nega: "Non sapevo neanche cosa fossero"

Newsweek sostiene di aver rintracciato Satoshi Nakamoto, il misterioso creatore dei bitcoin. Ma l'uomo rintracciato, un tale Dorian Prentice Satoshi Nakamoto nega con decisione.

Leah McGrath Goodman una giornalista di Newsweek, ha pubblicato ieri un reportage in cui ha descritto la propria “caccia” a Satoshi Nakamoto, il misterioso creatore del Bitcoin. La ricerca, sostiene la donna, si è conclusa con una vittoria, e Nakamoto è proprio lui, un uomo di mezza età che vive in California in una casa bianca e anonima tipica delle suburb americane.

C’è però un problema. L’uomo, che si chiama per esteso Dorian Prentice Satoshi Nakamoto sostiene di non avere assolutamente nulla a che fare con i bitcoin: se esiste un Nakamoto, allora lui è il Nakamoto sbagliato. Tre settimane fa suo figlio è stato contattato da Newsweek per un’intervista e quella è stata la prima volta in vita sua che ha sentito parlare della famosa criptovaluta, in questo mese coinvolta in una contorta vicenda di fallimenti e fregature che ne ha quasi dimezzato il valore.

Chi è Satoshi Nakamoto


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Il Nakamoto delle “leggende” è una figura avvolta nel mistero. Di lui si hanno alcuni post in giro per i forum in cui bazzicano certi tipi di coder, pubblicati durante la fase di sviluppo del Bitcoin, di cui questo enigmatico sviluppatore è il padre spirituale e materiale. La base del codice del Bitcoin è sua, come anche l’idea.

Di lui si sa ancora che mantiene il controllo di una vasta mole di bitcoin, per il valore di milioni e milioni di dollari. Si sospetta persino un ambiguo legame con la cybercriminalità dei mercatini della droga su Tor, ma si tratta di voci infondate.

Si è detto davvero di tutto su Nakamoto, anche che non esiste e che è il nome collettivo di un gruppo di hacker. Trovare “l’uomo Nakamoto” sarebbe in teoria ottimo giornalismo, né più né meno giustificato che rintracciare un vincitore della lotteria o un personaggio pubblico. Ci sono poche tracce però, perché il programmatore non compare più sulla rete dal 2009.

Il Nakamoto di Newsweek è invece un signore attempato, di 64 anni, un “Asian dad” americano che è davvero difficile trasmutare con la fantasia nell’artefice di una rivoluzione economica ad altissimo rischio. La casetta di legno bianco, la vita modestissima e tranquilla, tutto sembra raccontare una storia molto diversa. Anche se sono il primo ad ammettere che questa esistenza di provincia, da pensionato, sarebbe la copertura perfetta, secondo Forbes il reportage di Newsweek è irrispettoso e pericoloso.

Se anche quello fosse il vero Nakamoto, pubblicare la sua faccia e la foto di casa sua, il cui indirizzo ora è pubblico grazie a Google Street View, è cattiveria allo stato puro. Gavin Andresen, uno degli sviluppatori più importanti della scena del Bitcoin, dice addirittura di aver preso in mano il lavoro alla criptovaluta perché il creatore originario "si era ammalato di cancro e ha avuto un ictus".

Tutto sembra cospirare per trasformare Newsweek nei "cattivi", siamo d'accordo, ma è davvero un’invasione della privacy pubblicare i dettagli sul creatore del Bitcoin Satoshi Nakamoto quando egli stesso si è identificato come Satoshi Nakamoto mentre lo stava sviluppando?

E se non fosse lui?


Proprio su questo ricadono i dubbi maggiori - la mia perplessità di fronte a qualcuno, un coder anti-governativo nientepopodimeno, che cercherebbe di mantenere l’anonimato pur usando il proprio vero nome su Internet. Il pezzo di Newsweek pare partire dal presupposto che “Satoshi Nakamoto” fosse un nome reale, ma qui non stiamo parlando di uno che pubblicava update sul suo lavoro sulle criptovalute sul suo profilo di Facebook, ma su forum di hacker e coder.

Il Nakamoto scovato dal giornale americano dice di essere stato capito male. È nato in Giappone e il suo inglese non è perfetto. La giornalista di Newsweek ha riportato questa sua frase sui bitcoin: “Non sono più coinvolto in quella cosa, è passata in mano d’altri”, ma Dorian P. S. Nakamoto, intervistato successivamente da Ryan Nakashima di Associated Press ha dichiarato che la frase non riguardava i bitcoin, ma era riferita alla sua carriera di ingegnere informatico e contractor per la difesa, tuttora coperta da un NDA.

A dire il vero a giudicare dal pezzo in questione, questo Nakamoto non pare davvero afferrare quale sia il senso dei bitcoin, anche se professionalmente potrebbe capirne il funzionamento, se restiamo sul livello "terra terra" del software.

Sono le prime avvisaglie di un colpo di scena?

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