Social network, possono essere utilizzati per predire le proteste?

I social network potrebbero essere usati per prevedere le proteste? Ecco un nuovo modello di analisi

Forse vi sembra strano, ma i social network potrebbero essere davvero utilizzati per predire le proteste: considerate che tutte le reti sociali hanno avuto un ruolo importantissimo in Ucraina, in Venezuela, nella primavera araba e chi più ne ha più ne metta, visto che Facebook e Twitter non sono certo solo social network da comunicazioni leggere e frivole. Ed è sulla base di questo assunto, in effetti, che Nathan Kallus del Massachusetts Intistute of Technology ha messo a punto un modello di analisi che potrebbe servire per prevedere (e prevenire?) qualsiasi forma di protesta. Vediamo i dettagli.

Kallus ha analizzato i 300mila tweet postati durante il colpo di stato in Egitto e sulla base di questi tweet è stato in grado di dire cosa sarebbe successo nei giorni successivi: ha selezionato i post in sette lingue diverse e li ha sottoposti all'analisi di un computer; il sentiment, a questo punto, avrebbe fatto tutto: le parole chiave, infatti, avrebbero permesso allo studioso del Mit di scoprire in quali piazze la tensione sarebbe salita; confrontando queste parole chiave con le principali fonti giornalistiche, infine, è stato condotto un test che ha dimostrato la veridicità del sistema sviluppato.

Modello di analisi efficiente?


twitter

Forse potrebbe non sembrare un modello di analisi efficientissimo, perché non sempre i social network rispecchiano completamente la realtà; ma non è neanche un sistema da sottovalutare, perché sappiamo benissimo quanto contino ormai le reti sociali nelle questioni di micro e macropolitica: Prism è solo la testimonianza di come i dati delle reti sociali possano essere usati per controllare, in un certo senso, tutto il mondo o una determinata parte della popolazione mondiale.

Via | Technology Review

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