Nei mesi passati il più grande provider norvegese, Telenor, era stato trascinato in tribunale per essersi rifiutato di bloccare l’accesso a ThePirateBay. Dopo un po’ di tempo, il provider è tornato su quella decisione spiegandone i motivi.
Tutto è iniziato con l’ultimatum della IFPI che aveva chiesto a Telenor di bloccare l’accesso a ThePirateBay entro 14 giorni. La spiegazione di Telenor è la seguente:
“Se Telenor è ritenuta complice di qualsiasi attività illegale online, il provider avrebbe dovuto bloccare numerosi altri siti in merito a qualsiasi sospetto di attività illegale. Telenor avrebbe dovuto, quindi, agire come una sorta di polizia privata o autorità di censura, il che sarebbe molto preoccupante per la libertà di parola. ”
Secondo Telenor, quindi, la richiesta di blocco sarebbe inaccettabile. La pirateria è, si, un problema, ma non si può censurare Internet per risolverlo.
Telenor ritiene che il modo migliore per ridurre il file sharing illegale è quello di trovare delle soluzioni per rendere disponibili i contenuti scaricabili legalmente. L’industria della musica e dello spettacolo devono trovare sistemi per monetizzare i contenuti. Bloccare l’accesso ai siti web, invece, è una violazione ai diritti che costituiscono i presupposti per la democrazia.
Via | Torrentfreak.com
oceanoweb
12 lug 2009 - 10:28 - #1“Bloccare l’accesso ai siti web, invece, è una violazione ai diritti che costituiscono i presupposti per la democrazia. ”
Concordo in pieno e con quanto detto da Telenor !
Cicciox
12 lug 2009 - 10:29 - #2Sante Parole.. Anzi.. SantissimE!
nettudd
12 lug 2009 - 10:52 - #3Telenor non vuole fare la polizia privata (ma de che?!) però non ci pensa due volte a fare i conti in tasca agli autori e a decidere quali devono essere le misure anti-pirateria, nonché a sostituirsi alla magistratura nel decidere cosa è legale o no.
Ma si vadano a fare un giro.
nettudd
12 lug 2009 - 10:52 - #4E smettetela di fare gli ipocriti. La democrazia. Non c’è una categoria più ipocrita degli scariconi.
Helix
12 lug 2009 - 11:07 - #5Bloccare l’accesso ad un sito web è come, ne più ne meno, proibire l’acquisto di un giornale o impedire di entrare in un negozio, perchè sui torrent non si trova solo roba illegale (o almeno non è la totalità), e comunque quei contenuto sono caricati dagli utenti, diciamo che funziona come le bancarelle dei marocchi: loro vendono prodotti contraffatti sul suolo che il comune gli mette a disposizione… Se un sito infrange delle leggi, deve essere lo Stato a prendere dei provvedimenti, non affidarsi a cittadini o imprese private.