Anonymous, spie inglesi attaccavano il movimento con mezzi cybercriminali

Dal dossier Snwoden emerge un'altra scomoda verità sul comportamento immorale (e illegale) degli agenti segreti - Questa volta sono britannici.

Dal ricco patrimonio di dossier posseduti da Snowden è venuta alla luce un’altra verità scomoda per i servizi segreti: ci sono riferimenti ad alcune operazioni britanniche volte a danneggiare il movimento Anonymous, ma non già con intercettazioni e indagini, ma con la vera e propria guerra cibernetica.

Questi hacker di stato proveniente dall’UK avrebbero interrotto le comunicazioni su web di dissidenti allineati con il collettivo di hacktivisti, ma anche di altri individui attivi sull’arena della politica ma assolutamente non collegati ad Anonymous (o ai loro colleghi criminali LulzSec). Anonymous è costantemente assediato dalle forze dell'ordine, ma la maggior parte delle operazioni ha il buonsenso di non superare i limiti della legalità.

Chi sono i responsabili


L’unità di controspionaggio che non ha esitato a usare armi hacker contro Anonymous è chiamata JTRIG, una sigla che finora non è mai venuta alla luce né è stata mai identificata come parte dei servizi segreti britannici. La sigla sta per Joint Threat Research Intelligence Group.

Secondo i documenti di Snowden si tratta di una branca del GCHQ, l’equivalente inglese dell’NSA.

Metodologie fuorilegge


L’unità speciale ha usato delle vere e proprie “armi contundenti”: DDoS contro le chat room di Anonymous allo scopo di “spaventare” gli utenti e tenerli lontani e incapaci di comunicare tra loro. Altre operazioni più convenzionali comprendevano l’infiltrazione di questi canali aperti di discussione per scoprire le identità degli hacker responsabili di reati come l’infiltrazione in PayPal o in siti governativi.

Secondo i dati emersi, però, molte delle persone bersagliate, poste sotto controllo e poi messe sulla graticola erano semplici teenager, e le attività di disturbo contro le chatroom non sono un’attività legale né nei confronti dei diritti umani (in particolare la libertà di parola) né per quanto riguarda l’effettiva procedura usata. Il DDoS non è considerato una misura accettabile da parte di nessuna forza di polizia al mondo - anche perché i server che ospitano le chatroom IRC vengono di solito usati per business, siti personali e mille altri servizi, e i danni economici sono sempre consistenti.

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