
A 18 giorni dal voto in Iran, e altrettanti o quasi dall’esplosione dell’uso di Twitter per denunciare il disagio dei cittadini iraniani che non si riconoscono nel risultato di quel voto, è tempo di fare un po’ di statistiche, e mostrare quanto eccezionali siano i numeri cui ci troviamo di fronte.
Dal 7 al 26 giugno, 2,024,166 micropost hanno riguardato l’Iran, tutti segnalati opportunamente dagli utenti con l’hashtag #iranelection. Circa 480,000 sono stati gli utenti di Twitter che hanno contribuito a questa immensa conversazione.
Fra chi ha scritto riguardo all’Iran, solo il 59.3% lo ha fatto una sola volta. La viralità delle notizie più importanti è stata assicurata dal fatto che 1 tweet su 4 era un retweet.
::: FREEWARE :::
02 lug 2009 - 04:30 - #1.
e se Twitter, Facebook, YouTube, ecc. avessero SOLO “messo nei guai” gli iraniani, specie i più giovani, facendo DAVVERO credere loro che, con internet, si potesse abbattere una dittatura ed un tiranno???????
.
probabilmente, SENZA L’ILLUSIONE di internet, il regime sarebbe meno “spu**anato” ma ugualmente al potere e le persone che hanno pensato di abbatterlo con qualche tweet, ANCORA VIVE e pronte a combattere in un occasione migliore!
.
::: FREEWARE :::
02 lug 2009 - 04:32 - #2.
in questa storia SOLO Twitter, Facebook, YouTube & C. ci hanno GUADAGNATO una mostruosa, ricchissima, gratuita ed IMMERITATA pubblicità MONDIALE… NON gli iraniani… :|
.
::: FREEWARE :::
02 lug 2009 - 04:37 - #3.
vi rendete conto che questi ragionamenti “tecnici” sul “successo” di Twitter nella rivolta iraniana suona esattamente nello stesso modo dello spot autocelebratorio del Tg1 sugli “ascolti record” ottenuti il giorno prima da tutte le edizioni del telegiornale che riferivano del terremoto in Abruzzo con 300 morti?
.
liongalahad
02 lug 2009 - 09:10 - #4FREEWARE, veramente, hai rotto A TUTTI con sta tua ridicola campagna contro twitter e company. Nessuna delle sottospecie di ragionamenti che fai ha il minimo senso.
Il paragone con il TG1 all’indomani del terremoto poi è RI-DI-CO-LA.
E vai a letto prima la notte va là…
Jazzo
02 lug 2009 - 10:49 - #5Caro FREEWARE,
io credo che sia facile commentare in questo modo quando si ha “il culo al caldo”. In Iran si lotta per la libertà e ogni mezzo, link, sito, sms o sputo di collegamento non può che aiutarli. Tutto il resto è aria fritta.
A me onestamente che Twitter, Facebook, YouTube, ecc. ci stiano GUADAGNANDO (ammesso che sia così) non mi interessa. Cerchiamo di guardare oltre…
::: FREEWARE :::
02 lug 2009 - 12:03 - #6“campagna contro twitter”
.
l’unica “campagna” che vedo ovunque, TV compresa, è quella della promozione ed esaltazione di un banale servizio di SMS per internet come se fosse Radio Londra durante la II guerra mondiale!
.
::: FREEWARE :::
02 lug 2009 - 12:06 - #7“il culo al caldo”
.
il “culo al caldo” ce l’hanno molto di più quelli che stanno facendo soldi o ricevendo milioni di dollari di pubblicità gratuita e di centinaia di milioni di dollari di aumento di valore dei propri servizi web, grazie a quelli che lottano in Iran
.
Antimperialista
03 lug 2009 - 22:15 - #8e’ incredibile come SOLO per il fatto che “i gggiovani” iraniani usino twitter la “rivolta” iraniana stia interessando tanto.
(Hittler usava il cinema e la radio benissimo…)
L’equazione è tutta sballata.
I ggiovani usano twitter per comunciare=sono come me, non come quel tiranno con le giacche dai colori tristi che la tv mi ha detto che è un dittatore.
E il web si infiamma, tutti commentano, tutti portano solidarietà.
E nessuno ne sa nulla!!
Perchè il colore verde, la storia iraniana, gli interessi in campo, le politiche monetarie iraniane, gli interessi americani e britannici…
-almeno scaricatevi un film iraniano sti giorni!-
Ah no, certo che ne sapete. Per rispondere al mio commento un veloce copia incolla da wikiupedia e dal sito della bbc e ne sapete.
Meglio che continuate a commentare gli add on di frefox. Che è meglio…
liongalahad
07 lug 2009 - 17:06 - #9@ Antimperialista:
la nullità del tuo intervento meriterebbe molto meno di questa non-risposta che ti sto dando.